20 Maggio 2020

Ripartenza al rallentatore e con rincari

post lockdown l’ italia è in fase 2 a macchia di leopardo tra cassa integrazione e cauto ottimismo
Ciocche sui pavimenti dei saloni, file davanti alle vetrine e gazebo aperti: l’ Italia ha ormai fatto capolino nei negozi, dai parrucchieri e in qualche bar. Ma la Fase 2 di commercianti e artigiani riparte con il freno a mano della crisi economica, tra aumento dei prezzi e difficoltà organizzative. Nel post -lockdown si sta comunque «entrando con cauto ottimismo e senso di responsabilità», spiega il premier Conte, che prima di arrivare a Palazzo Chigi si è fermato a sorseggiare un caffé e salutare i negozianti. Numeri. Ci si rimette in pista a due velocità per ora, almeno osservando i dati di Confcommercio. Da una parte il 90% dei negozi di indumenti che brulicano di clienti pronti a rinnovare i guardaroba stantii della quarantena. Dall’ altra i bar e i ristoranti che per il momento lasciano a casa, in cassa integrazione laddove è arrivata, 400mila lavoratori. Anche qui nei locali spuntano i divisori nell’ area cassa, quasi nessuno sui tavoli. E c’ è chi si dà da fare per ripartire in sicurezza, come i ristoranti sul lungomare di Napoli, ma con il distanziamento che riduce della metà i coperti. I bassi guadagni sono già confermati dalle stime della Coldiretti, che prevede un crollo dell’ 80% dei consumi in pizzerie, locali, trattorie e agriturismi. Torna a sorridere solo la metà degli ambulanti: la percentuale dei mercati riaperti si aggira intorno al 50% – 60% del totale e Roma sembra l’ unica grande città tornata a pieno regime. In Campania è consenti ta solo l’ attività di vendita dei prodotti alimentari, nel resto del Paese aperture a macchia di leopardo per le difficoltà legate all’ applicazione delle misure di sicurezza. Rincari. Fase nuova, prezzi diversi. Lo stop di oltre due mesi pesa anche sui listini di diversi bar e parrucchieri, dove il caffé è arrivato a costare anche il 53% in più mentre il taglio di capelli e la messa in piega sono aumentati del 25%. «Stiamo ricevendo decine di segnalazioni», spiega il Codacons. Guidano i rincari i bar, con molti esercenti che hanno ritoccato il prezzo del caffè: nel centro di Milano si arriva fino a 2 euro (+53,8%). Anche i parrucchieri hanno aumentato i listini. Nelle grandi città, il prezzo di un taglio passa da una media di 20 a 25 euro (+25%), con punte fino al +66%. L’ economia acciaccata dal Covid spera ora nella stagione estiva. La Sardegna è tra le prime regioni ad aver annunciato da subito il via libera alla balneazione. Le spiagge riaprono, ma non i complessi termali, che contestano la «grave disparità di trattamento nell’ ultimo Dpcm». Così come il gruppo «Parchi Gioco e Ludoteche Italia» lancia l’ allarme: il 50% del settore, che dà lavoro a 20.000 persone, rischia di non risollevarsi. //

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