30 Dicembre 2009

Riparte la caccia agli evasori

 
EMPOLI. L’ aumento previsto del canone tv di un euro e cinquanta centesimi per il rinnovo dell’ abbonamento nel 2010 (andrà pagato a gennaio) porterà un aumento dell’ incasso della Rai nel circondario dell’ Empolese Valdelsa di quasi 100mila euro. Ogni nucleo familiare dovrà sborsare 109 euro, a fronte dei 107 e 50 centesimi pagati a inizio del 2009. Nel caso in cui i termini non venissero rispettati sarà applicata una sanzione di quattro euro e 23 centesimi, per il primo mese, che può salire a otto euro e 45 (oltre i trenta giorni), fino al al recupero coattivo. E’ quanto ha deciso il governo Berlusconi, che ha emanato un decreto giustificando l’ incremento del canone «come necessario e dovuto all’ inflazione programmata». Centomila euro in più dunque dal circondario, ma solo sulla carta: da questa cifra infatti va tolta la percentuale di evasione, pari al venti per cento nell’ Empolese Valdelsa, secondo i dati pubblicati recentemente dall’ Agenzia delle Entrate. Proprio per contrastare questo fenomeno, gli ispettori della Rai stanno preparandosi a intensificare la caccia agli evasori: controlli che riguardano l’ anno che sta finendo e che riprenderanno con vigore tra il prossimo mese di febbraio e marzo, quando saranno definiti i nuovi obiettivi per il 2010. Nella loro azione quotidiana di monitoraggio gli ispettori si avvalgono della collaborazione della Guardia di Finanza. Anche a Empoli e in tutto il circondario, infatti, i controlli vengono effettuati sia dai dipendenti della tv di stato che dalle Fiamme Gialle su indicazione diretta dell’ ufficio tributi della Rai. Ma capita anche che sia la stessa Guardia di Finanza a segnalare il mancato pagamento alla Rai, quando l’ azienda radiotelevisiva di Stato le chiede di intervenire di fronte a situazioni che non è riuscita a risolvere direttamente. Da una parte i controlli, dunque, dall’ altra le proteste degli utenti per disservizi lamentati nei confronti della Rai. Molte famiglie hanno deciso di rivolgersi direttamente all’ associazione Codacons per risolvere la loro situazione. «Molte proteste – spiega l’ avvocato Sabrina Ramello dell’ associazione dei consumatori – riguardano il fatto che arrivano solleciti di pagamento del canone nonostante un cambio di residenza già comunicato all’ azienda, ma sono numerose anche le richieste o i solleciti per chi non possiede un apparecchio tv o l’ ha ceduto a terzi. Le proteste comunque non investono solo la Rai. Spesso ci vengono segnalati disservizi o contratti non rispettati da parte di televisioni a pagamento operanti nella piattaforma satellitare o digitale terrestre».

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