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7 Settembre 2010

Rio o fogna a cielo aperto? Sopralluogo del Noe e dei vigili

-FUCECCHIO- BLITZ di carabinieri e polizia municipale, a San Pierino,nei giorni scorsi, dopo le denunce di alcuni residenti dell’ area di Ventignano sulle condizioni del Rio di Macone, una vera e propria fogna a cielo aperto che raccoglie le acque reflue non solo delle colline samminiatesi ma anche degli insediamenti residenziali dell’ area ovest della frazione. Liquami che senza alcun controllo o il benché minimo trattamento finiscono, poi, in Arno all’ altezza di una vecchia cateratta. Le forze dell’ ordine alle quali si sarebbero aggiunti –a quanto pare- elementi del Noe cioè dello speciale nucleo di tutela ecologica dell’ Arma, e personale dell’ Asl, hanno effettuato non solo un controllo sul percorso del canale di scolo ma anche alcuni prelievi di liquami da sottoporre ad esami di laboratorio. Anche se sull’ operazione viene mantenuto il massimo riserbo sembra che si intenda accertare la consistenza del problema reso piu’ evidente, specie nel suo impatto ambientale, dal forte sviluppo edilizio degli ultimi anni senza che a questo abbia corrisposto la realizzazione di un’ adeguata rete fognaria e di depurazione. Gli abitanti di San Pierino sono pressoché raddoppiati in poco tempo. Il Rio, su cui si discute da sempre e che avrebbe dovuto essere intubato, nel suo ultimo tratto, con un nuovo fosso in cui convogliare le acque piovane provenienti anche da San Miniato, esala cattivi odori tanto piu’ percepibili in estate, quando la scarsa piovosità ne riduce la portata concentrando le sostanze disciolte, fino a 300-400 metri di distanza. C’ è chi protesta fin da quando risiede in zona e chi trovandosi in edifici con gli scarichi tutt’ altro che a norma, preferisce tacere. Una situazione ai limiti della vivibilità, per non pochi residenti, resa piu’ esasperata anche dalle condizioni viarie della SR 436 e il vecchio ponte, e che a seconda del risultato degli accertamenti –ai quali hanno assistito non pochi sampierinesi- potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Fra queste la certezza dell’ illegittimità del canone di depurazione, anche se in forma ridotta, sulle bollette dell’ acqua in virtu’ del disposto della Corte Costituzionale che con sentenza 335/2008 ha definito come non dovuta questa maggiorazione nel caso non siano attivi, per gli scarichi, i relativi depuratori. La questione sollevata già al momento della sentenza dall’ allora capogruppo di F.I al Circondario, Beppe Mainolfi e rimasta in sospeso, potrebbe dar luogo a rivalse da parte dei cittadini che già contestano, con l’ aiuto di Codacons, la tassa del Consorzio del Padule e quella della Valdera, quest’ ultima pagata, appunto, da non pochi sampierinesi, nonché l’ Iva sulla TIA giudicata ugualmente non dovuta sempre dalla Cassazione. Se l’ imminente attuazione della raccolta differenziata dovesse poi comportare, come sembra, un ulteriore aggravio delle bollette, la rabbia della gente per situazioni anomale come quella del Rio di Macone potrebbe esplodere in maniera clamorosa. L’ esito degli esami di laboratorio, quando verrà reso noto, se dimostrerà che il livello d’ inquinamento viola le leggi in materia, produrrà certamente delle conseguenze. E non poche persone, a San Pierino, stanno proprio aspettando di sapere.
 

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