12 Maggio 2001

Rincari-beffa: assicurazioni condannate

Rincari-beffa: assicurazioni condannate

Buona o cattiva fede, poco importa. La vostra compagnia ha deciso di aumentare il prezzo della polizza-auto? Bene. Stavolta non potrà più fare orecchie da mercante. Se nella buca della posta, almeno tre mesi prima della scadenza del vostro tagliando, non avete trovato una lettera che vi annunciava la lieta novella, quel rincaro è del tutto illegittimo. Lo ha deciso un giudice di pace che, a Napoli, ha dato ragione ad un cittadino al quale era stato imposto un incremento del 76% per il rinnovo della Rc auto senza che gli fosse stata consegnata nemmeno l?ombra di un avviso. Nel mirino è finita la Nuova Tirrena spa. Lo rivela il Codacons. Il comitato dei consumatori aggiunge che la società è stata condannata non solo a restituire il maltolto. Ma anche a corrispondere al cliente un indennizzo in denaro a titolo di risarcimento del danno.

Un vespista. Protagonista della vicenda un napoletano, I. G., proprietario di una Vespa 50. A lui è stato presentato un conto più salato del solito: gli si chiedeva, infatti, un rincaro di 208.000 lire. Il cittadino ha pagato. Già: la legge impone l?obbligatorietà della assicurazione. E quindi non c?era via d?uscita. Poi però ha voluto verderci chiaro. E si è rivolto al Codacons. Subito è partito il ricorso al giudice di pace. Motivo: la compagnia non lo aveva informato dell?aumento nei termini previsti dalla legge. Mettendolo così con le spalle al muro. Sì perché, a quel punto, con il fiato sul collo della scadenza ormai alle porte non ha avuto il tempo di cercare un?offerta meno cara. Ma c?è di più. Il decreto legge che ha regolato il congelamento per un anno delle tariffe Rc auto, spiegano al Codacons, prevedeva il divieto di applicare aumenti a chi al volante si era sempre comportato bene. Nonché il divieto di modificare il numero delle classi di merito e i coefficienti di determinazione del premio. Non c?è dubbio: una sentenza così è destinata a fare da precedente. Negli ultimi mesi, però, altre compagnie sono state condannate dal giudice di pace. A febbraio, ad esempio, è toccato alla Nuova Maa. Motivo: aver disdetto una polizza. Ed essersi rifiutata di rinnovarla. Stesso comportamento e stessa condanna per un altro gruppo partenopeo.

In catene a Palazzo Chigi. Sono pronti a farlo se entro 100 giorni dall?insediamento del prossimo governo il nuovo Esecutivo non avrà risolto la questione Rc auto. Sono quelli del Codas, il comitato per la difesa degli assicurati. Il gruppo di liberi professionisti, taxisti della coop ?Vagando? e membri del sindacato nazionale agenti, guidato da Antonio Coviello, docente in economia e tecnica dell?assicurazione, ieri ha rilanciato la piattaforma di proposte. Si va dalla creazione delle ?bad company? e dal no alla discriminazione tariffaria per aree geografiche, all?istituzione di una banca dati in rete che dia l?accesso alle compagnie, anche a Polizia e a Carabinieri. Entro luglio, poi, i carrozzieri, coinvolti nella guerra del caro-polizza, presenteranno alla Camera di Commercio la proposta per fissare a 51 mila lire il costo della manodopera. Renato Esposito, segretario provinciale della Confartigianato commenta: «Ora siamo a 37 mila lire: molto meno d?un indraulico. Con compensi così l?illegalità è dietro l?angolo».

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