24 Dicembre 2004

Rincari sotto l?albero: Confesercenti e Ascom dicono no

Sarà un Natale che luccicherà soprattutto per i rincari: le famiglie italiane che effettueranno quest?anno gli stessi acquisti del 2003 dovranno spendere circa il 15% in più. Lo sostiene un?indagine di Intesaconsumatori (che raggruppa Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). A Brescia, però, non sembra tirare la stessa aria. «Stiamo cercando di porre il consumatore nelle migliori condizioni di acquisto, perché ci rendiamo conto delle scarse possibilità di spesa – spiega il segretario provinciale di Confesercenti, Giancarlo Morghen -. I nostri magazzini sono pieni, e dobbiamo necessariamente promuovere le vendite se non vogliamo ritrovarci in grave difficoltà».
Eppure, dalle coccardine ai fiocchi per pacchi, dalle lenticchie per i cenoni, passando per le luci dell?albero e le Stelle di Natale, gli italiani, secondo il rapporto di Intesaconsumatori, dovranno mettere in conto una spesa più cara da 80 a 100 euro in più rispetto all?anno scorso. L?indagine sottolinea come dal 2001 ad oggi le famiglie italiane hanno ridotto di circa il 60% le spese relative alle feste di Natale (-20% dal 2004 al 2003) a causa del caro-vita e dell?indebitamento.
Spicca, tra gli articoli che hanno subito maggiori rincari, la Stella di Natale. La pianta simbolo della festività costa quest?anno dal 20 al 25% in più. L?indagine evidenzia un balzo dei prezzi soprattutto per le coccardine (»50%), per carta regalo (»13,3%) e nastrino (»17%).
E se il costo dell?abete vero rimane più o meno stabile, i fili argentati aumentano del 20% e la confezione da 50 luci mette a segno un rincaro tra il 6,7 e il 33%.
«Ritengo sterili le polemiche sull`aumento dei prezzi da parte delle organizzazioni di consumatori – precisa ancora il segretario della Confesercenti di Brescia – anche perché, a ben guardare, non tutto cresce come la stessa indagine evidenzia». In effetti i rincari, rispetto all?anno scorso, riguardano molte voci ma anche qualche eccezione come il notebook che è in calo del 7,4% rispetto al Natale 2003, il lettore cd portatile che scende del 12,7% mentre il cd è invariato al prezzo medio di 22,50 euro. In calo anche i prezzi dei rasoi: -15,6% per quelli da donna e -11,5% per quelli da uomo. In calo poi lo zampone (-15% sul 2003).
La «grande firma» continua ad essere cara: una borsa firmata costerà il 14,7% in più, mentre gli occhiali da sole salgono del 18,5%. In aumento anche i prezzi dei giocattoli: corre veloce quello della pista per le automobiline (»20%) e dei peluches, ugualmente del 20%, mentre galoppa quello del cavallo a dondolo (»17,6%).
Anche gli alimentari sono più salati, ad eccezione, come dicevamo, del crollo dello zampone (-14,8%) cui si contrappone peraltro il »8,1% del cotechino. Boom di spesa anche per il brindisi: »14,7% per il prosecco, »8,3% per lo spumante, »20% per il vino da tavola. A smentire la sua fama di piatto povero, le lenticchie costano il 55,5% in più.
«Queste analisi hanno ben poco di scientifico – ricorda Carlo Massoletti, membro di Giunta di Ascom e della Camera di Commercio di Brescia -: ci si dimentica troppo spesso della qualità,e ci si affida a definizioni e classificazioni troppo vaghe. Ad esempio, per quanto riguarda l?abbigliamento, i prezzi sono in calo rispetto al Natale 2003. Inoltre, non registro rincari nei costi per le settimane bianche, dal momento che le tariffe degli impianti non sono aumentate, così come quelle degli alberghi e delle attrezzature. Secondo i nostri dati, il 2004 è stato invece l?anno più nero in termini di consumi dal 1993. Questa è la realtà».

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