Rincari più lenti per cibo e benzina
-
fonte:
- Giornale di Sicilia
in italia il dato dell’ inflazione è in controtendenza rispetto all’ indice dell’ eurozona
L’ inflazione rallenta a un tasso dell’ 1,5%, a settembre, dall’ 1,6% di agosto dopo quattro mesi in accelerazione. Dai dati preliminari dell’ Istat emerge un indebolimento della dinamica dei prezzi, frenata dagli alimentari freschi e dai carburanti. L’ inflazione italiana smentisce così le attese degli analisti – orientate a un leggero rialzo – ed è in controtendenza rispetto a quella dell’ insieme dell’ Eurozona, dove il tasso sale al 2,1% a settembre dal 2% di agosto. In Italia, l’ indice mensile dei prezzi al consumo vede addirittura un calo dello 0,4%, il primo segno meno da quasi un anno, a partire da novembre 2017, e realizza il risultato peggiore da circa tre anni, a partire da novembre 2015. Dietro a questa flessione, c’ è il calo dei servizi di trasporti (-4,9% da agosto) e, in misura più contenuta, dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,9%), che l’ Istat attribuisce a «fattori di natura stagionale». In altri termini, è l’ effetto della bassa stagione del turismo che ha portato a forti ribassi nel trasporto aereo (-26,2% rispetto al mese precedente), ma anche nei pacchetti turistici nazionali (-29%) e nei soggiorni in villaggi vacanze, campeggi e ostelli (-26,6%). La minore inflazione si riflette sulle tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo che si attenuano: i prezzi del cosiddetto carrello della spesa con i beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano la loro crescita da +2,1% a +1,9%, un livello comunque più sostenuto di quello dell’ indice generale. In particolare per i prezzi dei beni alimentari freschi la crescita su base annua si riduce dal 3,1% di agosto al 2,4%, per quelli dei servizi relativi ai trasporti da 2,8% a +2,5% e per quelli dei beni energetici non regolamentati, come i carburanti, da +9,5% del mese precedente a +9,3%, un valore che resta comunque elevato. Nel prossimo futuro, gli aumenti delle tariffe di gas ed elettricità stabiliti dall’ autorità per l’ energia a partire da ottobre rischiano di spingere i prezzi verso l’ alto pesando ulteriormente sulle tasche degli italiani. Le associazioni dei consumatori danno così l’ allarme stangata. Federconsumatori, il Codacons e l’ Unc stimano con cifre leggermente diverse tra loro – che anche un tasso di inflazione come quello di settembre, all’ 1,5%, comporta rincari di oltre 400 euro l’ anno a famiglia. L’ ufficio studi di Confcommercio esprime, al contrario, la preoccupazione che sia troppo debole la dinamica di fondo dell’ inflazione – al netto delle componenti più volatili resta ferma allo 0,8% – e auspica la «prosecuzione nei prossimi mesi di una politica monetaria accomodante, condizione indispensabile per evitare il peggioramento della dinamica economica». Intanto sono praticamente stagnanti i consumi alimentari in Italia, che fanno registrare un aumento in valore dello 0,9% nel 2018. Gli italiani, sottolinea la Coldiretti, hanno speso meno per bevande analcoliche e ortaggi che fanno registrare un calo record del 2,5%, mentre aumenta soprattutto la spesa delle carni (3%), determinata prevalentemente dall’ incremento dei prezzi medi unitari e il valore degli acquisti di spumanti (+6,2%), vino (+4,2%) e piatti pronti (+4,9%).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: Inflazione, Istat, Prezzi
