22 Maggio 2020

«Rincari per le spese» e sullo scontrino spunta la voce «presidi Covid»

 

verona Sanificazioni, posti dimezzati, prodotti igienizzanti, dispositivi di protezione: il rigido protocollo ha un costo. Barbieri e parrucchieri hanno riaperto lunedì, pochi giorni e il Codacons denuncia impennate di prezzi intorno al 25% di media per tagli, tinte e acconciature. Un diavolo per capello, che Norma Scattolini così sintetizza dal suo salone in zona stadio: «Hai meno clienti ma lavori di più, e per giunta in condizioni disagevoli». Poi entra nel dettaglio: «I prezzi li avevo abbassati ma adesso mi ritrovo con due postazioni in meno, ho dovuto sobbarcarmi la sanificazione e l’ acquisto dei dispositivi di protezione, dopo aver ricevuto le linee guida soltanto venerdì scorso, 50 pagine di protocollo. Dipende dal tipo di lavoro, ma l’ aumento può arrivare a 10 euro nel caso di una tinta che non viene fatta da febbraio. Pensi che una cliente era così disperata che voleva pagare il doppio purché le facessi i capelli». «Abbiamo riaperto e sono l’ uomo più contento della terra» rivela Simone Saggioro, nel suo salone dall’ altra parte della strada. «Sulla ricevuta fiscale abbiamo inserito la tariffa “Presidi Covid” pari a 2 euro – prosegue Saggioro -. Invariato il listino, il servizio può aumentare da 10 a 15 euro, a seconda della quantità di prodotto utilizzato. Lavoriamo su appuntamento, misuriamo la temperatura a ognuno che entra, la postazione viene sanificata a ogni cambio di cliente. Son felice di tornare a pagare lo stipendio di tasca mia ai miei ragazzi, ma devono ricevere ciò che lo Stato ha promesso. E ad oggi non è arrivato nulla». Nessun aumento da Vanessa Zanetti nel suo negozio di Vicolo Stella: «Qui il lavoro su appuntamento lo abbiamo sempre fatto. Lunedì, nel giorno della riapertura, i primi quattro clienti sono stati uomini. Quei poveri capelli avevano ormai le code – racconta -. La ripartenza c’ è stata ma non ho riscontrato poi tutta questa affluenza. Torna la clientela fidelizzata, ma non chi si è visto il reddito leso dal Covid. Le linee guida sono arrivate sabato pomeriggio; i costi della protezione ci sono, ma non trovo sia giusto riversarli sulla clientela». Sulle stesse frequenze si sintonizza Luca Lonardi, due saloni in Borgo Trento in società col suo omonimo Matteo: «C’ è una grossa richiesta, prevedibile dopo oltre due mesi. La nostra disponibilità, su appuntamento, è sette giorni su sette. I prezzi non li abbiamo ritoccati. Ci abbiamo pensato, potevamo permetterci un aumento da 1 a 2 euro, ma non lo abbiamo ritenuto corretto. Quello che è successo non è colpa di nessuno. Semmai va detto che toccherebbe allo Stato venirci incontro, ma non lo ha fatto». All’ imbocco della Valdonega Nadia Valentini, «La Barbiera», i prezzi non li toccava da sette anni: «Un piccolo aumento per coprire i costi aggiuntivi. “Era ora” mi dicono». Poi la chiosa: «Son contenta di essere tornata in pista, ma per una come me che ama parlare con i suoi clienti, dover stare con la mascherina è una tortura».

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