2 Marzo 2003

Rincari per 2.000 euro in 14 mesi

L?inflazione cresce, i prezzi corrono, il petrolio sale e ipoteca ulteriori peggioramenti della bolletta energetica

Rincari per 2.000 euro in 14 mesi

Le associazioni dei consumatori calcolano gli aumenti delle tariffe pubbliche Negli ultimi 60 giorni ogni famiglia ha dovuto sborsare 494 euro in più




ROMA. Quasi duemila euro, per la precisione 1999. Per chi ancora ha difficoltà di assuefazione alla nuova moneta si tratta di poco meno di 4 milioni di lire. E? la cifra che sono costati alle famiglie italiane gli aumenti tariffari e dei prezzi negli ultimi 14 mesi, ovvero dal 1º gennaio del 2002. Il calcolo è di Intesa consumatori, ovvero l?aggregazione di quattro fra le maggiori sigle dei consumatori italiani (Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori). Dalle cifre raccolte emerge anche una altra realtà: negli ultimi 60 giorni i rincari sono costati 494 euro a famiglia. Il che significa un terzo dei rincari del 2002 (1505 euro). L?inflazione cresce, i prezzi corrono, il petrolio sale e ipoteca ulteriori peggioramenti della «bolletta energetica». Contro quest?ultima tegola Intesa fa una proposta precisa: «Il governo dia un bonus di 0,075 euro per ogni litro di benzina».
Trasporti pesanti. A far schizzare in alto i costi delle famiglie italiane, dice Intesa, sono i trasporti. Benzina, gasolio, autostrade, bus e metro ci sono costati in due mesi 178 euro in più.
«Serve il bonus». Per bloccare gli aumenti sui carburanti occorre defiscalizzare i prezzi dei carburanti. Come? «Con un bonus fiscale come quello che tre anni fa predispose il precedente governo».
«Agire sull?Iva». Giorgio La Malfa, presidente della Commissione Finanze della Camera, ha un?altra idea: «Ai bonus non ci credo ? dice ? meglio sterilizzare l?aumento delle imposte assegnate all?aumento del prezzo del petrolio, lasciando operare solo l?aumento del greggio». «Lo Stato ? spiega ? guadagna di più quando aumenta il prezzo del petrolio, potrebbe rinunciare a una piccola parte di questo guadagno».
Tariffe in corsa. Ma non ci sono solo i trasporti a pesare sui bilanci famigliari. Il capitolo tariffe ha già prodotto aumenti per 115 euro, dicono i consumatori. Con quelle bancarie e postali (si pensi al bollettino di conto corrente passato da 77 centesimi a un euro) gli incrementi sono in media di 50 euro, mentre acqua e raccolta delle immondizie sono aumentati di 39 euro.
Aprile nero. Ad aprile, dicono gli analisti, le tariffe di loce e gas potrebbero aumentare del 4 e del 2%. Le condizioni stanno già maturando anche se l?Autorità garante dell?energia esclude, per ora, che ci siano contraccolpi dovuti alla cancellazione delle agevolazioni per le centrali idroelettriche.
Varie ed eventuali. A mettere ulteriormente a dura prova il portafogli degli italiani ci sono poi le assicurazioni, Rc Auto in testa, e i tiket sui medicinali. Insieme valgono 109 euro. Sull?Rc Auto ci sarà un estremo tentativo di firmare un accordo fra Ania e consumatori per una soluzione «pacifica» sui ricorsi contro gli aumenti: 100 euro di rimborso ai consumatori. Le compagnie però resistono, forti anche del decreto che blocca la strada più semplice (giudice di pace) per eventuali ricorsi.
«Faccia di bronzo». Molte le proteste che si levano dall?opposizione con Alfonso Pecoraro Scanio, Verdi, che accusa il governo di essere «contro i consumatori». Con Enrico Letta, ex ministro dell?Industria, Margherita, che fa notare come sui rincari petroliferi pesi la carenza delle politiche di liberalizzazione, «ferme da un anno e mezzo». Per Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani, invece, il problema è che «Berlusconi ha una colossale faccia di bronzo. Dice che l?economia va bene, ma il governo sarà costretto ad aumentare tutte le tariffe relative all?energia».

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