19 Gennaio 2014

Rincari festivi della benzina Torna a muoversi l’Antitrust

Rincari festivi della benzina Torna a muoversi l’Antitrust
 

Il rincaro dei carburanti è una costante che accompagna i periodi feriali, soprattutto estivi, degli italiani. Ora, però, avrebbe deciso di intervenire l’ Autorità garante per la Concorrenza e il Mercato, che avrebbe aperto una pratica relativa agli aumenti dei prezzi verificatisi nelle ultime vacanze di Natale. Della mossa dell’ Antitrust non hanno riferito fonti ufficiali, bensì il Codacons. L’ associazione di consumatori ha pure rivendicato di aver messo la pulce all’ orecchio della stessa istituzione con un esposto. «Nello specifico l’ associazione denunciava all’ Autorità come, a partire dal 20 dicembre 2013, ossia in concomitanza con l’ inizio delle Festività natalizie, si siano registrati in Italia rincari che hanno portato i listini dei carburanti ad una media di 1,796 euro al litro per la benzina, con punte di 1,830, e 1,726 euro al litro per il gasolio», si legge in una nota riportata, tramite l’ agenzia AdnKronos , dal sito di Borsa Italiana. Ma ancora peggio sarebbe andata agli automobilisti tricolori che alimentano le proprie vetture con il Gpl, che in un solo mese avrebbero visto un’ ascesa percentuale di quindici punti, ovvero 4 euro in più per ogni pieno. L’ ennesima mazzata, in un periodo in cui sarebbero bastate le tasse sulla casa, tra Imu, mini-Imu e Tares, a rovinare il periodo di vacanza. Poi, sempe per i conducenti, dall’ 1 gennaio si è aggiunto il rincaro delle tariffe autostradali, che ha fatto in particolare infuriare camionisti e pendolari, per i quali il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, sta pensando ora a uno sconto ordinario del 20%. E dunque: per quanto concerne la benzina, lo scorso Natale ci sono stati illeciti ai danni dei consumatori? E’ questo, ciò che il Codacons chiede di verificare all’ Antitrust. Di certo, se la rete italiana dei carburanti funziona ancora con rialzi simultanei e generalizzati di tutte le compagnie, qualcosa forse non funziona invece sotto il profilo della concorrenzialità. E questo nonostante la sempre maggiore diffusione dei distributori no logo . Sul mercato, anzi, sembra in atto una riconfigurazione in base alla quale i grandi estrattori di petrolio, dall’ Eni alla Shell, diminuiscono o azzerano le presenza di impianti a marchio proprio e con personale dipendente. Accontentandosi, piuttosto, di agire da fornitori di benzinai autonomi che lavorano in franchising o, appunto, delle pompe bianche, peraltro sempre più spesso gestite da colossi dei supermercati come Coop e Conad. Oggi, il Cane a sei zampe è sempre il leader di mercato incontrastato, l’ operatore capace di fare il bello e il cattivo tempo. Le statistiche dell’ Unione petrolifera dicono che nel 2011 i consumi interni di derivati dell’ oro nero, per i rifornimenti dei mezzi di circolazione ma non solo, sono stati pari a 71,1 milioni di tonnellate. Su 53,8 milioni di tali tonnellate, il 31,3% è stato venduto dall’ Eni. Il secondo classificato, l’ Esso, era addirittura a quota 12,7%.

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