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10 Ottobre 2018

Rincari di luce e gas, per gli umbri un salasso da 24 milioni di euro

I NOSTRI SOLDI Un salasso che a fine anno può essere quantificato in circa 24 milioni di euro. Gli aumenti di luce e gas annunciati dall’ Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) avranno un impatto simile in Umbria, considerando le circa 370mila utenze domestiche di energia elettrica e metano. In bolletta, stando ai consumi di una famiglia tipo della regione e ai conteggi dell’ Arera, un aumento di circa 65 euro a famiglia. «Come Codacons valutiamo una stangata a famiglia di almeno 110 euro sostiene la presidente regionale Carla Falcinelli tanto che l’ Autorità, considerando le conseguenze, ha bloccato gli aumenti degli oneri generali che con i tributi e le altre voci incidono per circa il 30% sul prezzo energetico finale». Un rincaro per il quale l’ associazione sta studiando un ricorso al Tar. «Il nostro ufficio legale nazionale sta preparando le carte per fare istanza al tribunale amministrativo del Lazio aggiunge Carla Falcinelli in quanto riteniamo tali aumenti non giustificati dai rincari della materie prime». Già a luglio l’ Autorità parlava di ritocchi dovuti alle quotazioni del greggio aumentate del 57%, «trascinando tutte le commodity energetiche». Così, per l’ energia elettrica, ai 23 euro maturati da gennaio a settembre (+4,8% netto), si aggiungono i 9 determinati dall’ aumento del 7,6% introdotto a ottobre; per il gas, ai 19 euro conteggiati fino a settembre (+2% netti), si aggiungono i 14 relativi al 6,1% di rincaro partito a inizio mese. Cifre che portano a un totale di 65 euro di aumento su una bolletta annua di circa 530 euro per l’ elettricità e di circa mille euro per il gas. Analizzando il bilancio energetico dell’ Umbria, i numeri elaborati dal gestore indicano un totale di 5.183 gigawattora consumati con appena il 18% assorbito dalle utenze domestiche. Ad assorbire oltre la metà dell’ energia prodotta o importata dall’ Umbria, l’ industria (2.603 GWh), seguita dal terziario (1.434) e dall’ agricoltura (93); 125,1 gigawattora sono invece attribuiti ai consumi Fs per trazione. Un dato che porta a un consumo per abitante di 5.845 kWh mentre le 370mila utenze domestiche (in totale le utenze sono 486mila) ne consumano in media 2.503. Analizzando il grafico dei consumi, in Umbria la maggior parte (85%) riguardano il mercato libero, l’ 11,5% il mercato tutelato, mentre il 3,5% (circa 182 GWh) riguarda l’ autoconsumo. Nel 2017 si è allargata la forbice tra l’ energia consumata e quella prodotta, pari a 2.490,4 gigawattora. Nella storia recente, solo nel 2004 il saldo tra produzione e richiesta era prossimo allo zero, mentre il picco dei consumi analizzato dal Grtn (periodo 1973-2017) si è avuto nel 2007: la crisi economico-finanziaria in Umbria ha avuto ripercussioni anche sui consumi di elettricità. Quanto ai consumi di gas, che in Italia variano anche a seconda della latitudine, in Umbria per una famiglia tipo si aggirano intorno ai mille metri cubi, con una bolletta media che oscilla tra i 970 e i 1.050 euro. In questo anno, sul costo in fattura hanno pesato i rincari del costo di approvvigionamento (+8,3% sulla spesa per il cliente tipo), la componente spese di trasporto (+0,4%), mentre si è ridotta la voce oneri di morosità (-0,5%). In Umbria si contano circa 486mila contatori al centro di un piano di sostituzione che E-Distribuzione dovrebbe concludere entro il 2020. Anche in questo settore, non mancano le offerte dei vari gestori e nei mesi scorsi in tanti hanno aderito a quelle del mercato libero. Enel Energia, ad esempio, società che opera sul libero mercato, propone soluzioni calibrate sui clienti (tipologie di consumo e fasce orarie) e in questi giorni uno sconto del 30% sulla componente energia elettrica e gas. Altre offerte da valutare, in base a orari e tipologie di consumo, quelle monorarie e biorarie. Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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