27 Aprile 2020

«Rincari di frutta e ortaggi? Prezzi oscillanti, ma c’ è chi approfitta»

L’ emergenza coronavirus ha determinato rincari non indifferenti sui prezzi dei prodotti ortofrutticoli.Dati di fatto, che hanno scatenato le lamentele dei consumatori; e che hanno inciso notevolmente, sia sui costi complessiva di tutta la filiera e, secondo il Codacons, “sui prezzi al dettaglio”, penalizzando, oltremodo, l’ attuale situazione economica delle famiglie. Il record degli aumenti, spetta al cavolfiore, prodotto peraltro già caro, perché a fine stagione di produzione, che, secondo gli ultimi dati, ha raggiunto un ritocco che supera il 300 per cento. Prezzi raddoppiati anche per melanzane e carote, mentre altri rincari riguardano pomodorini, pere e mele. Su questi aumenti, ha sicuramente inciso il clima, non particolarmente mite che ha sin qui caratterizzato questa primavera anomale, in Sicilia e più in generale nelle altre regioni del Sud Italia. Dove non sono mancate persino le gelate.Chiaramente i consumatori non ci stanno e considerano il tutto, una vera e propria, ingiustificata, speculazione che, “approfitta” del difficilissimo periodo. Molti, si sono rifugiati nel vecchio, caro, venditore ambulante di quartiere, dove, tra un esercizio e l’ altro per evitare assembramenti e mantenere il distanziamento sociale, si riescono ancor oggi a portare a casa buoni affari.«Vorrei però precisare, spiega, Emanuele Zappia, presidente del Mass di Catania, che la situazione, da dopo Pasqua in poi, si sta pian piano e tendenzialmente stabilizzando». Molte le cause. Le principali? «Sicuramente l’ aumento del costo dei trasporti, ad esempio tra la Spagna e la Sicilia. E, inoltre, la mancanza di manodopera nel settore, rimasta a casa, causa emergenza Covid. Anzi, a tal proposito, aggiunge Zappia, auspichiamo una ripresa delle assunzioni nel comparto, attingendo, anche, è una mia idea, tra coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Sarebbe un tangibile segnale di rilancio della produttività». Ha destato non molti malumori, anche l’ inaspettato aumento del prezzo delle arance, anche questo un prodotto, la cui produzione, peraltro, va verso la conclusione visto, la stagione primaverile. «In questo caso, sottolinea ancora Zappia, l’ aumento è stato determinato, come, peraltro, avvenuto per altri prodotti, da una mancanza di equilibrio tra domande e offerta. Per le arance c’ è stata una forte richiesta, per via del ricorso alla vitamina C, considerato come metodo di prevenzione al contagio Covid. E infine vorrei ricordare, come altro fattore negativo, anche la chiusura del mercatini rionali che ovviamente ha determinato meno concorrenza tra i competitor».Per chi vuole cercare di risparmiare nell’ acquisto dei prodotti ortofrutticoli, Zappia ricorda. «Consigliamo al nostro consumatore, di consultare il nostro sito online del Mass, dando un’ occhiata alla voce “spesa intelligente”, dove si può analizzare il mercuriale dei prezzi, alla ricerca del costi della merce più convenienti». Un modo, importante, per difendersi dai rincari ed evitare di agevolare chi prova a speculare.Paolo Di Grazia.

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