3 Settembre 2019

”Rincari del 40% per multe e atti”: l’ Antitrust ‘bacchetta Poste

 

Poste Italiane finisce nel mirino dell’ Antitrust. Nell’ ultimo bollettino l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha evidenziato alcune criticità in merito al processo di liberalizzazione dei servizi di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e comunicazioni connesse e di violazioni del Codice della strada. In particolare si fa riferimento ad alcune problematiche ”che non ne consentono un concreto avvio, pur a distanza di quasi due anni dalla sua previsione da parte del Legislatore”. Una tra tutte riguarda l’ aumento del 40% scattato dal 10 giugno scorso per le notifiche degli atti giudiziari e comunicazioni connesse e delle violazioni del Codice della strada. Un rincaro enorme per le tasche degli italiani, che ha mandato su tutte le furie le associazioni dei consumatori. L’ antitrust ‘bacchetta’ Poste Italiane Nella segnalazione firmata dal presidente dell’ Autorità Roberto Rustichelli, e indirizzata al presidente del Senato, al presidente della Camera dei Deputati, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai ministri della Giustizia, dello Sviluppo Economico e al presidente dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’ Antitrust spiega che “al fine di favorire il pieno sviluppo delle dinamiche concorrenziali in questo mercato di recente liberalizzazione, l’ Autorità, apprezzando il complessivo impianto normativo regolamentare già posto in essere”, ritiene che “debba essere modificato ovvero integrato”, e dunque bisogna “prevedere un’ omogenea formazione tra Poste e operatori economici diversi e rendere possibile l’ eliminazione di ogni lacuna informativa e organizzativa che impedisca, nel concreto, l’ espletamento dei suddetti corsi di formazione” per il personale dipendente degli operatori titolari di licenza individuale speciale, (soggetti economici operanti nel mercato), a cui viene subordinato l’ esercizio di tali attività. “A tale riguardo, infatti, non sono da ritenersi risolutivi i ‘Chiarimenti alle Linee Guida’ pubblicati dal Ministero della Giustizia nel giugno scorso. “L’ esigenza di una pronta risposta alle criticità sinora rilevate ben si comprende considerando che il valore economico del mercato di riferimento si aggira intorno ai 360 milioni di euro” sostiene Rustichelli evidenziando come “in tale mercato sta ancora operando esclusivamente l’ incumbent Poste con le proprie tariffe di servizi postali universali. A tale ultimo riguardo, occorre evidenziare che, peraltro, dal 10 giugno 2019 Poste ha rincarato sino al 40% circa le tariffe previste proprio per le notifiche degli atti giudiziari e comunicazioni connesse e delle violazioni del Codice della strada”. Unc: ”Rincari inaccettabili” Sono “inaccettabili i rincari del 40% denunciati dall’ Antitrust relativi alle tariffe di Poste Italiane per le notifiche degli atti giudiziari”. E’ quanto afferma Massimiliano Dona , presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori , in merito alle criticità evidenziate dall’ Antitrust nell’ ultimo bollettino in merito al processo di liberalizzazione dei servizi di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari, nel quale opera esclusivamente l’ incumbent Poste Italiane, con le proprie tariffe di servizi postali universali. “Tanto per cambiare, in Italia le liberalizzazioni non si fanno o si fanno male, – prosegue Dona – con la conseguenza che gli ex monopolisti conservano la loro posizione dominante e per i consumatori, non solo non ci sono i vantaggi sbandierati dal legislatore, ma ci sono solo aumenti bulgari delle tariffe e rincari”. “Una situazione vergognosa, specie se si considera che l’ utente subisce le scelte di altri e non può fare altro che pagare” conclude Dona. Codacons: ”Mancata concorrenza su ripercuote sui costi per gli utenti Sulla stessa linea anche il Codacons , che ha commentato i rilievi avanzati dall’ Antitrust a proposito del processo di liberalizzazione dei servizi di notificazione a mezzo posta di atti giudiziari e di violazioni del Codice della strada: “L’ assenza di concorrenza sul fronte dei servizi postali e la fallimentare liberalizzazione del settore si ripercuotono sugli utenti finali, non solo attraverso un aumento dei costi, ma anche tramite un peggioramento del servizio reso”. “I rincari del 40% nel settore di atti giudiziari e multe hanno come unico risultato quello di far incrementare i costi generali della giustizia, rendendo di fatto impossibile per molti cittadini far valere i propri diritti nelle sedi opportune – afferma il presidente Carlo Rienzi – Più volte il Codacons ha chiesto alle istituzioni competenti di liberalizzare in modo serio ed efficace i servizi postali, che appaiono ancora ben saldi in mano a Poste: l’ assenza di concorrenza porta inoltre ad un peggioramento complessivo del servizio, con i tempi di consegna della corrispondenza che si allungano ed una crescita costante delle tariffe” conclude Rienzi.

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