Rincari, carrello più leggero
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fonte:
- Giornale di Brescia
Crescono anche benzina, casa e scuola. Il totale? Mille euro
Quasi mille euro di uscite in più rispetto all?anno scorso. È la stima di Federconsumatori Brescia a fronte dei rincari che, nel corso del 2005, hanno riguardato – e riguarderanno – le famiglie italiane, in particolare quelle del Nord. Le voci che, a fine anno, avranno contribuito ad aumentare le spese sono quelle «di tutti i giorni»: la benzina (che, secondo la confederazione dei consumatori, costerà 300 euro in più), il riscaldamento (più 150-160 euro), l?energia elettrica e il gas (rispettivamente più 22 e 44), i trasporti (più 140); e, ancora: la casa (più 200 euro soltanto per la manutenzione ordinaria), la scuola (più 36) e i servizi bancari (più 46). Ma non è finita. Perché, mentre Federconsumatori – che a metà settembre ha partecipato allo «sciopero nazionale della spesa» di Intesaconsumatori con Adoc, Adusbef e Codacons – prevede un ulteriore rincaro della benzina, l?Ufficio Statistica del Comune , nell?anticipazione provvisoria della variazione degli indici dei prezzi al consumo di settembre, riferisce innanzitutto che a Brescia l?inflazione è in crescita: dell?1,9% sullo stesso mese dell?anno scorso. Per quanto riguarda i prezzi, poi, un dato balza all?occhio, accanto al più 7,5% rispetto ad agosto dell?istruzione, del quale si è tanto parlato il mese scorso a proposito di «caro-scuola»: l?aumento dello 0,4% (più 0,3% rispetto al 2004) dei generi alimentari e delle bevande analcoliche. Quasi l?80% dei prodotti ha subito variazioni di prezzo, cresciuti per più della metà. In testa ci sono carne e pesce, formaggi e ortaggi, acqua minerale e dolciumi, mentre diminuiscono i prezzi pasta e riso, carni e ortaggi conservati. A colorare questi dati a tinte fosche, però, è l?incrocio con un?altra percentuale, proveniente questa volta dall?Istat, che registra un calo dei consumi di generi alimentari del 2,1% nel luglio del 2005 rispetto lo stesso mese del 2004. Cosa significa? Che molti italiani, dopo aver tagliato i cosiddetti «generi voluttuari», iniziano a rinunciare a qualcosa anche nell?ambito di un tipo di consumo solitamente rigido qual è appunto quello del cibo. Un?analoga corrispondenza si riscontra a proposito di tutt?altro settore merceologico, che però, sempre secondo l?Istat, è quello che ha subito la diminuzione di consumi più significativa, pari al 2,9%: le dotazioni per l?informatica, le telecomunicazioni e la telefonia. L?Ufficio Statistica, infatti, indica un rincaro dello 0,6% per il capitolo di spesa delle comunicazioni, il maggiore dopo quello relativo all?istruzione. Tra gli altri aumenti con i quali sono alle prese le famiglie bresciane ci sono ricreazione, spettacolo e cultura (più 0,3%) e, tutti con un più 0,2%, bevande alcoliche e tabacchi, abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili. Un lieve calo – pari allo 0,1% – concerne invece i prezzi di abbigliamento e calzature, servizi ricettivi e di ristorazione , servizi sanitari e spese per la salute. A quest?ultimo riguardo, il presidente della Federconsumatori Brescia, Fausto Filippini, osserva però che «in città il decreto Storace sugli sconti sui prodotti di banco in farmacia non è stato applicato da nessuna nella percentuale massima del 20%: soltanto alcune sono arrivate al 10%». Inoltre, continua Filippini, non è così automatica la connessione tra aumento dei prezzi e diminuzione dei consumi. La dimostrazione? Il gasolio, la cui erogazione è addirittura in aumento. Quello che invece è innegabile è che una famiglia dal reddito «normale», con entrambi i coniugi che lavorano, fa fatica. Magari non a mettere insieme il pranzo e la cena ma, per esempio, a comprare una lavatrice nuova se quella vecchia è proprio da buttare. Ecco allora, accanto al calo dei consumi (ma anche allo spostamento degli stessi), il ricorso all?indebitamento. «Da noi arriva soltanto chi ha problemi – racconta Igor Gabusi, collaboratore di Federconsumatori -, ma abbiamo ragione di credere che siano molte le persone che ricorrono al sistema del credito al consumo». I problemi segnalati in via Fratelli Folonari derivano fondamentalmente dalla mancanza di trasparenza informativa: «Può capitare che il finanziamento arrivi in ritardo, ma anche che gli interessi siano più alti di quelli pattuiti o, ancora, che chi ha chiesto un prestito si ritrovi titolare del doppio della somma». Ma cosa si compra con questo sistema? Automobili, com?è prevedibile, ma anche elettrodomestici, computer e… trattamenti estetici. Come dire: c?è chi taglia le spese per mangiare e chi si indebita per apparire più bello. Una situazione paradossale, per uscire dalla quale Federconsumatori ha alcune idee: osservatori che entrino nelle dinamiche dei fenomeni, prese di posizione politiche e più consapevolezza da parte dei consumatori anche grazie all?auspicabile interazione delle associazioni che ne tutelano gli interessi.
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