28 Febbraio 2018

Rincari in bolletta per recuperare l’ insoluto

l’ aumento riguarda tutta italia e non è ancora stato quantificato. secondo aim potrebbe trattarsi di pochi centesimi al mese per un totale di 2 o 3 euro l’ anno
Se siete dei clienti in regola con il pagamento delle bollette energetiche, non vi piacerà sapere quello che l’ Autorità per l’ energia elettrica e il gas (Arera) ha deliberato da pochi giorni. Il documento datato primo febbraio prevede, in estrema sintesi, che il buco generato dagli utenti morosi ricada in parte su tutti gli altri. Si tratta di un conto totale che va dai 200 ai 300 milioni di euro e che da Nord a Sud potrebbe tradursi in un rincaro, come conferma Aim, di poche centesimi di euro al mese, per un totale di 2 o 3 euro l’ anno. Niente a che vedere, dunque, con la falsa notizia di un aumento di 35 euro rimbalzata negli ultimi giorni dai social network alle chat degli smartphone. IL BALZELLO. La delibera prevede che parte degli oneri generali di sistema delle bollette non pagate a partire dal primo gennaio 2016 debba essere coperta dai clienti finali e non dalle imprese di vendita come finora previsto. Con le bollette dell’ energia elettrica, oltre alle imposte, alla materia prima, alla commercializzazione, ai servizi di trasporto, distribuzione e gestione del contatore, si pagano alcune componenti «per la copertura di costi per attività di interesse generale per il sistema elettrico nazionale». Sono i cosiddetti oneri di sistema, introdotti nel tempo da specifici provvedimenti normativi. È sull’ insoluto di questa voce che l’ Arera è intervenuta di recente. Un insoluto, va detto, generato dai debiti di alcune società elettriche per cattiva gestione o bollette non pagate dai clienti. La decisione dell’ Autorità poggia le sue ragioni su diverse sentenze di giudici amministrativi che hanno sancito un principio: le morosità legate agli oneri di sistema vanno saldate dagli utenti finali. Il conto finale ancora non è stato quantificato, confermano da Aim, tanto che l’ azienda bolla come «bufala» la notizia che ha fatto il giro del web, relativa a un aumento di 35 euro nelle prossime bollette. Di certo, si tratterà, fanno sapere da contra’ Pedemuro San Biagio, di un rincaro infinitesimale, che potrebbe attestarsi su pochi centesimi di euro per un conto annuale di 2 o 3 euro l’ anno per ogni consumatore medio.I MALUMORI. La delibera ha creato molti malumori tra le associazioni di consumatori, ma di fatto si è trattato di una decisione inevitabile. Il Consiglio di Stato con una sentenza del 2016 ha infatti annullato una precedente delibera di Arera che il conto per gli oneri non pagati lo presentava ai venditori e non ai consumatori. Sono seguite altre sentenze della giustizia amministrativa che hanno ribadito questo orientamento. La delibera della discordia, dunque, non fa che recepire la giurisprudenza ormai consolidata. In questa vicenda è entrato a gamba tesa anche il presidente della veronese Agsm, Michele Croce, che ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al Governo e a Giovanni Valotti, presidente di Utilitalia, associazione che unisce le aziende che si occupano della vendita di energia. Il numero uno della multiutility si è detto contrario a far gravare sui clienti il peso dei debiti lasciati dagli «imprenditori furbetti dell’ elettricità». Anche il Codacons ha detto la sua. «Tasse e oneri vari incidono complessivamente per il 32 per cento sulle fatture elettriche, mentre il 14,5 per cento di ogni bolletta è assorbito dai servizi di rete. Il rischio concreto è che ora, a seguito della delibera dell’ Arera sulle morosità, si introduca un ulteriore balzello a carico degli utenti per coprire gli oneri di sistema non versati dagli operatori dell’ energia», spiega il coordinamento dei consumatori che indica come unica strada percorribile «quella del ricorso al Tar e alle aule di tribunale». Intanto, vale la pena ricordare che alla voce “oneri di sistema” tutti gli utenti pagano in bolletta, tra l’ altro, i contributi per l’ incenerimento dei rifiuti, per il vecchio nucleare da smantellare, per coprire gli incentivi alle rinnovabili e le agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
laura pilastro

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