12 Dicembre 2017

Rincara il supplemento delle farmacie notturne

giù le commissioni, cauti i commerciantipagamenti con bancomatmanovra, scure sugli emendamentistop a duemila modifiche, respinto lo ius soli. saltano le norme sull’ uso dei cellulari alla guida e sugli allarmi per i seggiolinieconomia»i nodi
L’ Italia, su impulso dell’ Ue, riduce le commissioni interbancarie sui pagamenti elettronici come bancomat e carte di credito. Ma il provvedimento del Consiglio dei ministri trova qualche scetticismo fra le associazioni dei commercianti, che sottolineano come non ci siano tagli diretti a carico delle imprese. Lungi dal toccare il nodo politicamente caldo delle sanzioni per gli esercizi commerciali che rifiutano il pagamento con Pos – l’ attuazione sarebbe arenata al ministero dell’ Economia e dunque rimane un obbligo senza sanzioni, disapplicato – il decreto legge dà un taglio sostanziale alle commissioni interbancarie, di fatto uniformandosi ai dettami europei che finora erano ampiamente sforati. Si passa da una media dello 0,50% a un tetto dello 0,20% del valore della transazione per carte di debito e prepagate, e da una media dello 0,70% a un tetto dello 0,30% per le carte di credito. Le commissioni sono solo una parte della “catena” dei costi e – come sottolinea Confesercenti – «non riguarda le commissioni pagate dagli esercenti che accettano pagamenti Pos. L’ intervento non riguarda direttamente gli utenti finali e si rivelerà un fatto positivo solo se il beneficio si trasmetterà a imprese e consumatori». ROMAFarmaci più cari se acquistati in farmacia di notte, con i cittadini che saranno costretti ad un esborso sempre più oneroso. Raddoppiano infatti le tariffe per l’ acquisto dei medicinali nelle farmacie in orario notturno: il supplemento passa cioè da 3,87 euro a 7,50. La novità è prevista dal decreto ministeriale del 22 settembre, pubblicato in Gazzetta ufficiale ed in vigore dal 9 novembre. Un aggravio per le tasche dei cittadini, che sarà ancora maggiore nei piccoli comuni (per le farmacie rurali sussidiate in comuni con meno di 3mila abitanti), dove il supplemento passa a 10 euro. Sempre nei piccoli comuni, inoltre, per i medicinali acquistati durante il servizio di turno a battenti chiusi, anche di giorno il cittadino dovrà pagare un supplemento pari a 4 euro, il doppio rispetto a quanto pagato sinora.«L’ aumento a prima vista – sottolinea il presidente di Federfarma Marco Cossolo – può sembrare consistente, ma va considerato che l’ ultimo aggiornamento risaliva al 1993 quando l’ importo dovuto era stato fissato a 3,87 euro per le farmacie urbane e 4,91 euro per le farmacie rurali sussidiate. La remunerazione del servizio notturno è restata ferma per 24 anni, è chiaro che se fosse stata aggiornata ogni due anni, come previsto dalla norma, l’ aumento sarebbe stato lento e progressivo nel tempo, e non avrebbe perciò fatto tanto clamore».Ai sensi del decreto 22/9/2017, precisa Federfarma, nei piccoli comuni «per le dispensazioni di medicinali durante il servizio di turno a battenti chiusi o a chiamata è prevista l’ applicazione di un diritto addizionale pari a euro 4 durante il turno diurno ed a euro 10 durante il turno notturno». Durante il turno notturno a battenti chiusi, precisa l’ associazione, «il suddetto importo addizionale non è tuttavia dovuto dal cittadino ed è a carico del Servizio sanitario nazionale per le prescrizioni in regime di Ssn rilasciate dalla guardia medica o per le ricette Ssn sulle quali il medico abbia precisato il carattere di urgenza». Il decreto che modifica la Tariffa nazionale regola anche la remunerazione delle preparazioni galeniche, cioè dei medicinali che il farmacista prepara direttamente per particolari esigenze del paziente su prescrizione del medico. Rimasta immutata per 25 anni, rileva Federfarma, la tariffa «era ormai insufficiente a remunerare l’ atto professionale del farmacista».Il nuovo testo è frutto di un Tavolo di lavoro presso il ministero della Salute al quale hanno partecipato oltre a Fofi e FederFarma, Assofarm, Farmacie Unite, Utifar, Sifap e Asfi. Duro il commento del Codacons: si tratta di una «ignobile speculazione sullo stato di necessità dei cittadini. Chi acquista farmaci in orari notturni non lo fa per divertimento, ma perché si trova in un evidente stato di necessità e non può essere punito per questo», rileva il presidente Carlo Rienzi.

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