16 Aprile 2021

rIn giudizio le Onlus non hanno esenzioni dal contributo unificato

Ilaria  Ioannone  Gabriele  Sepio  Nessuna  esenzione  dal  contributo  unificato  per  le  associazioni  di  volontariato  in  caso  di  instaurazione  di  giudizi.  Questo  quanto  emerge  dalla  sentenza  della  Corte  di  cassazione  sezioni  unite  n.  10014/2021  fronte  di  un  giudizio  intrapreso  da  parte  del  Codacons.  Stando  al  ricorrente  la  specifica  norma  di  esenzione  per  gli  atti  richiesti  da  Onlus,  associazioni  società  sportive  dilettantistiche,  includerebbe  anche  le  attività  processuali.  Secondo  la  Suprema  corte,  invece,  è  proprio  il  combinato  disposto  nelle  norme  che  ammettono  puntuali  forme  di  esenzione  (articolo  10  del  Testo  unico  del  2002  articolo  27  bis  della  Tabella  allegata  al  Dpr  642/  ad  escludere  dal  novero  della  disciplina  agevolativa  gli  atti  processuali.  Vista  la  peculiarità  del  prelievo  alla  base  del  contributo  unificato,  il  generico  richiamo  normativo  agli  “atti”,  stando  alla  Corte,  non  riguarderebbe  la  fase  processuale  ma  soli  adempimenti  amministrativi.  Per  di  più,  come  rilevato  nella  sentenza,  non  potrebbe  neppur  ammettersi  l’esenzione  dal  contributo  sulla  base  di  un’interpretazione  estensiva  delle  norme  di  settore.  L’articolo  della  legge  266/  infatti,  tema  di  organizzazioni  di  volontariato  riconosce  l’esenzione dall’imposta  di  registro  di  bollo  in  virtù  delle  finalità  di  solidarietà  so-  perseguite  dall’ente  stesso.  Ciò  si  porrebbe  in  contrasto  con  il  principio  di  tassatività  delle  norme  che,  in  via  derogatoria  quelle  ordinarie,  prevedono  particolari  ipotesi  di  esenzione  di  tipo  oggettivo  (come  nel  caso  dei  processi  in  materia  di  assicurazione  sociale,  assegni  familiari,  pensioni  reversibilità).  D’altro  canto,  l’esenzione  da  tale  tributo  ad  avviso  della  Suprema  corte  non  potrebbe  neppure,  come  sostenuto  dal  Codacons,  essere  esclusivamente  fondata  sulla  qualità  del  soggetto  che  agisce  in  giudizio  delle  attività  sociali  intraprese  dall’ente  stesso.  Questo  comporterebbe  di  fatto  l’assegnazione  di  complesse  valutazioni  di  meritevolezza  impropriamente  rimesse  al  funzionario  di  cancelleria.  Tuttavia  non  può  non  evidenziarsi  che,  seppur  il  contributo  si  caratterizzi  per  essere  un  prelievo  coattivo  finalizzato  al  finanziamento  dell’attività  giudiziaria  e,  pertanto,  dovuto  al  di  là  della  natura  dell’ente  una  possibile  estensione  dell’esenzione  alle  realtà  non  profit  non  sarebbe  affatto  peregrina.  Va  considerato,  infatti,  che  il  legislatore  in  alcuni  casi  ha  collegato  al  processo  particolari  ipotesi  di  esenzione.  Non  da  ultimo  l’articolo  76  del  Testo  unico  del  2002  che  ammette  al  patrocinio  spese  dello  Stato  associazioni  senza  scopo  di  lucro  che  non  esercitano  un’attività  economica. 

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