23 Giugno 2009

RIMINI: ALBERGATORE OTTIENE TUTTI I SOLDI INVESTITI IN BOND ARGENTINA E PAGATI PER COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO

    IL TRIBUNALE DI ROMA FISSA UN IMPORTANTISSIMO PRINCIPIO A TUTELA DEGLI INVESTITORI 150.000 EURO DOVRA’ PAGARE LA BANCA CHE VENDETTE TITOLI SPAZZATURA E PRETESE LA COMMISSIONE DI MASSIMO SCOPERTO

    Una clamorosa sentenza del Tribunale di Roma ha condannato una primaria banca nazionale a restituire fino all’ultimo euro ad un imprenditore alberghiero riminese che aveva investito circa 130.000 euro in bond argentina. La causa curata dall’avv. Bruno Barbieri del foro di Bologna e Patrizia Pacia di Rimini, referenti locali del CODACONS, era stata avviata sia per contestare la banca che aveva venduto i titoli tossici e non aveva provveduto ad avvertire il cliente quando quei titoli si erano rivelati spazzatura, sia per riavere indietro, secondo la giurisprudenza della Cassazione quanto pagato alla banca a titolo di commissione di massimo scoperto oltre il tasso di interesse debitore.
    Il Tribunale ha affermato per la prima volta l’importante principio secondo cui anche se i titoli venduti erano ben valutati al momento del contratto, se poi si sono rivelati titoli di default esisteva l’obbligo della banca come del promotore finanziario di chiamare il cliente e avvertirlo del rischio sopravvenuto. Si legge nella sentenza:
    “La banca deve fornire informazioni adeguate sulla rischiosità del titolo affinché il cliente possa ritenersi edotto in merito alla valutazione del titolo. Pertanto le informazioni devono essere specifiche e chiare tali da aggiungere ulteriori e peculiari elementi di conoscenza rispetto alla generica descrizione dei rischi finanziari. La banca che non informa il cliente sul progressivo indebolimento del titolo e sulla conseguente probabilità di insolvenza dell’emittente risponde del danno cagionato al risparmiatore “.
    Ma la sentenza condanna anche la banca a restituire all’albergatore riminese le somme pagate a titolo di commissione di massimo scoperto sul fido concesso dalla banca negli ultimi 10 anni in conformità alla giurisprudenza della Cassazione ormai consolidata. Così ora P.V. dovrà ricevere oltre 150.000 euro dalla banca.
    Intanto per far fronte alle richieste che stanno pervenendo al CODACONS da tante piccole e medie aziende tartassate dalle banche con la pretesa della commissione di massimo scoperto e per agire in giudizio sia per i bond argentina che per i titoli Lehman, l’associazione ha costituito una task force di esperti giuristi e consulenti economici che esaminano le singole posizioni gratuitamente e consigliano se e come procedere nei confronti delle banche.
    “Per avere un parere completamente gratuito sui propri diritti – ha dichiarato il presidente del CODACONS avv. Carlo Rienzi – si può inviare la documentazione seguendo le istruzioni sul sito www.codacons.it , o recandosi direttamente presso i referenti locali avv. Barbieri di Bologna e avv. Pacia di Rimini prendendo appuntamento attraverso il call center nazionale 892007”.

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