27 Gennaio 2015

Rimborsopoli, stavolta i pm scelgono la linea dura “Spese ingiustificate”

Rimborsopoli, stavolta i pm scelgono la linea dura “Spese ingiustificate”

Alcuni hanno riaperto lo studio da avvocato. Altri si sono messi a studiare da avvocato. Tutti sono tornati alle loro professioni, o lavorano per costruirsene una, mantenendo un rapporto defilato con la politica. L’ unica eccezione è rappresentata da Roberto Cota. «La passione per la politica mi è rimasta, certo che continuo – commentava ieri mattina mentre sorseggiava un caffè -. E sarò presente a tutte le sedute: ho sempre agito in buona fede, io non scappo». L’ accusa rilancia Un punto, quello della buona fede, che non sembra toccare le corde dell’ accusa. Fa fede l’ intervento del pm Giancarlo Avenati Bassi: obiettando agli appunti della difesa, ha ribadito nettamente «l’ incompatibilità delle spese contestate con l’ attività istituzionale» rimarcando i soldi spesi per cene, trattamenti estetici, multe. Un punto a sfavore di quanti contavano su un ammorbidimento dell’ impianto accusatorio dopo le ultime assoluzioni dei colleghi del centrosinistra. Regione parte civile Non solo: la Regione si è costituita parte civile contro chi non ha risarcito i danni all’ amministrazione. Si tratta di Michele Giovine, Angelo Burzi, Giovanni Negro, Michele Formagnana, Maurizio e la figlia (collaboratrice) Sara Lupi, Alberto Cortopassi, Angiolino Mastrullo, Massimiliano Motta, Alfredo Tentoni e Rosanna Valle. Gli imputati Cota è uno dei sette imputati, su 24, che ieri si sono presentati in Tribunale: era il giorno di «Rimborsopoli», con gli ex consiglieri regionali accanto ai propri difensori. Sono gli stessi ex consiglieri proiettati dai corridoi della giunta e del Consiglio a quello che introduce alla «maxi-aula» del Tribunale. Rabbia, delusione, stanchezza, persino commozione. E la convinzione di non aver sbagliato o di averlo fatto, per l’ appunto, in buona fede. «La cosa peggiore ? La sovraesposizione mediatica, e soprattutto i tempi lunghi – si sfoga Angelo Mastrullo mentre gli occhi gli diventano lucidi -. Ho una certa età: cosa resterà quando tutto sarà finito?». A fronte di un Michele Giovine imperturbabile, «questa situazione si spiega da sola», fa da contraltare l’ amarezza di Roberto Tentoni: «L’ amarezza è doppia perché ho la consapevolezza di non avere fatto nulla… in più siamo stati messi alla berlina». C’ è anche chi, come Augusta Montaruli, reagisce con grinta: «Se ho sbagliato, ho sbagliato a fidarmi. No, nessun rapporto conflittuale con i giudici, fanno solo il loro dovere. Anzi: quasi quasi li ringrazio». Scusi? «Cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose: ho ripreso a studiare da avvocato, penalista». I difensori hanno sollevato varie eccezioni sulla costituzione di parte civile della Regione e del Codacons. Il tribunale si è riservato di decidere il 2 febbraio.
claudio laugeri

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