3 Febbraio 2015

Rimborsopoli, respinte le eccezioni della difesa: “le spese non sono generiche”

Rimborsopoli, respinte le eccezioni della difesa: “le spese non sono generiche”

“Nessuna violazione del diritto di difesa”. Con queste parole il giudice Silvia Bersano Bejey ha respinto stamane tutte le eccezioni preliminari sollevate dalla difesa nell’ ambito del processo Rimborsopoli che vede imputati l’ ex governatore del Piemonte Roberto Cota e altri 23 ex consiglieri regionali con l’ accusa di peculato. Durante l’ udienza preliminare svoltasi la scorsa settimana, gli avvocati difensori si erano, infatti appellati all’ indeterminatezza del capo d’ imputazione , contestando alla Procura di aver avanzato delle accuse troppo generiche che non permettevano quindi agli imputati di potersi difendere correttamente. Eccezioni queste che – stamane in aula – il collegio ha respinto senza remore, precisando, peraltro, che i “capi d’ imputazione soddisfano tutti i presupposti di legge”. Nessun scontrino generico , quindi, ma spese che, pur essendo effettuate con rimborsi regionali, non hanno nulla a che fare con la gestione del gruppo consigliare a cui i fondi dell’ Ente sono in realtà preposti. Tra le “spese pazze”, vi sono cene in ristoranti di lusso , trattamenti in centri estetici, sanzioni amministrative e – non ultime – le famose “mutande verdi” di Cota balzate agli onori della cronaca. La speranza per gli imputati di ottenere l’ assoluzione come i colleghi del processo “bis”, incontra dunque, il primo ostacolo. La corte, intanto, ha accolto la richiesta della Regione Piemonte di costituirsi parte civile nei confronti degli 11 imputati che ancora non hanno restituito i soldi e ammesso anche il Codacons come parte lesa .
valentina ferrero

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox