15 Luglio 2014

Rimborsopoli piemontese Prime quattro condanne

Rimborsopoli piemontese Prime quattro condanne

Dai rimborsi per i caffè al bar a quelli per le cene in ristoranti di lusso, dalla benzina alle multe, dai frigoriferi ai tosaerba. Il primo giorno del giudizio per gli ex consiglieri regionali del Piemonte coinvolti nell’ inchiesta sui fondi ai gruppi illecitamente intascati si è concluso con un verdetto durissimo al termine dell’ udienza preliminare: quattro condanne in abbreviato, 14 patteggiamenti, 25 rinvii a giudizio. Oltre al peculato, in alcuni casi è contestata anche la truffa per false fatture o per residenze fasulle attestate per ottenere i rimborsi chilometrici. Accolta in pieno la linea della procura, che dopo aver indagato quasi tutti i consiglieri in carica tra il 2010 e il 2012 sotto la guida dell’ ex governatore Roberto Cota, aveva infine chiesto l’ archiviazione per la maggior parte dei rappresentanti del centrosinistra. Tra i condannati c’ è anche l’ ex presidente del consiglio regionale, Valerio Cattaneo (ex Pdl): un anno e 8 mesi, sospensione condizionale della pena e non menzione sul certificato penale. Gli si contestava il peculato per 63 mila euro di ricevute di ristoranti, bar, alberghi, abbigliamento, manutenzione dell’ auto. «Continuerò a difendermi in appello – ha detto Cattaneo – convinto della mia totale innocenza. Ho rimborsato tutte le spese contestate effettuate in buona fede e nel rispetto delle regole, comprese quelle che mi sono state attribuite erroneamente. C’ è da aspettarsi identico rigore – ha rimarcato – nei confronti dei colleghi di centrosinistra per i quali la pubblica accusa ha chiesto l’ archiviazione». La restituzione delle somme, maggiorata del 30%, era anche la condizione posta dalla Procura per dare parere favorevole alle richieste di patteggiamento. Nelle casse della Regione sono così rientrati circa 2 milioni di euro, e il Gup Roberto Ruscello ha detto sì a tutte le proposte di patteggiamento di pene comprese tra un anno e un anno e mezzo e ha detto no al Codacons, che si era opposto ritenendole troppo basse, e che si è visto respingere anche la richiesta di un risarcimento nei riti abbreviati. Tra questi, la condanna più pesante, 3 anni, è toccata a Gabriele Moretti, che non sedeva in Consiglio regionale, bensì in quello comunale di Torino: dal gruppo regionale dei Moderati avrebbe ottenuto 190 mila euro per dei sondaggi commissionati a una sua società. Secondo i pm Andrea Beconi, Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi, non sarebbero mai stati fatti e i risultati sarebbero stati consegnati solo quando la notizia dell’ inchiesta era ormai nota. Se Cota ha scelto di saltare l’ udienza preliminare e ha chiesto il giudizio immediato per le sue spese ingiustificate – comprese le ormai celebri mutande verdi – dei suoi colleghi di partito della Lega Nord in sei hanno scelto di patteggiare, cinque quelli rinviati a giudizio, per i quali il processo si aprirà nella stessa data fissata per l’ ex governatore, il 21 ottobre. Il cambio alla guida in Regione, intanto, ha tolto anche l’ imbarazzo sulla costituzione di parte civile dell’ ente, annunciata ieri dopo la sentenza dal nuovo presidente Sergio Chiamparino, che però non infierisce: «Prendiamo atto delle condanne che ci sono già state. La giustizia fa il suo corso non ci sono commenti politici particolari da fare».
paola italiano

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