Rimborsopoli, in dieci pronti a patteggiare
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fonte:
- La Stampa
La cassaforte della tesoreria Regionale custodisce da qualche giorno un tesoretto di 300 mila euro in assegni circolari. Sono i soldi che una ventina di consiglieri regionali, imputati di peculato per aver speso illecitamente i rimborsi dei gruppi consiliari, ha versato a titolo di risarcimento. Tra questi c’ è anche l’ ex governatore Roberto Cota, accusato di aver sfatto spese «personali» a carico dei contribuenti per circa 25 mila euro, compreso l’ acquisto delle famigerate «mutande verdi». Cota è il grande assente, avendo scelto di «saltare» la fase preliminare andando direttamente a giudizio il 21 ottobre.Duello sul Codacons L’ attesa udienza preliminare, che si è tenuta ieri di fronte al gup Roberto Ruscello, si è consumata sulla richiesta di costituzione di parte civile da parte del Codacons, associazione di consumatori rappresentata dall’ avvocato Tiziana Sorriento, protagonista di un’ analoga battaglia nell’ ambito del processo Fonsai. È nato un duello legale. «Come associazione che tutela i diritto dei cittadini – afferma- riteniamo giusto essere presenti nel processo, anche perché nessun altro ha manifestato la volontà di costituirsi parte civile, compresa la Regione». Richiesta che ha scatenato la protesta dei difensori dei 40 consiglieri imputati, in particolare dall’ avvocato Tom Servetto, che ha dato via al fuoco di sbarramento. «Nello statuto del Codacons – dice – si fa riferimento a generiche categorie di interessi. Questo tribunale ha già deciso in situazioni analoghe, dando un indirizzo preciso su tanta genericità. Non basta buttarsi nella mischia per rivendicare un interesse». Il giudice deciderà nella prossima udienza, lunedì prossimo. L’ avvocato Domenico Aiello, legale di Cota, ha annunciato di voler sollevare questioni preliminari circa gli atti di conclusione indagini. Le strategieNelle prossime udienze, emergeranno chiaramente le strategie processuali che adotteranno gli imputati. Tra chi sceglierà di patteggiare, imboccare il rito abbreviato o andare a dibattimento, giù fino in fondo, udienza dopo udienza. Adesso regnano i «rumors», molti stanno valutando la strada migliore. In dieci avrebbero già deciso di patteggiare. Per lo più della Lega Nord. Strada su cui sembra orientato Antonello Angeleri, assistito dall’ avvocato Giovanni Lageard. Potrebbero seguirlo Giovanna Quaglia, Elena Maccanti, Michele Marinello e Gianfranco Novero. Angiolino Mastrullo, difeso da Ennio e Michele Galasso, sceglierà il rito abbreviato. Ma qui la valutazione è affidata al giudice. «Questa scelta, oltre ai vantaggi processuali – dicono i legali – ci consentirà di affrontare la questione se il malcostume della politica varca o no la soglia del diritto penale». Anche il patteggiamento riserva dei vantaggi. Soprattutto di tipo «elettorale» per chi aspira a candidature europee o politiche, potendo contenere la pena entro i due anni, salvando così la carriera politica. Non solo. Si può «salvare» il vitalizio, che in caso di condanna con rito ordinario, andrebbe sospeso per la durata delle pene accessorie. Le condizioniLa procura, rappresentata dai pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi, ha posto delle condizioni agli imputati: restituzione delle somme contestate, più 30% di risarcimento per il danno all’ immagine della Regione. Le pene per il patteggiamento potranno oscillare tra un anno e un anno e mezzo, a seconda delle imputazioni, visito che oltre al peculato alcuni dovranno rispondere di truffa e finanziamento illecito ai partiti. Ecco perché si è scatenata la corsa alla restituzione dei rimborsi: oltre ai 300 mila euro già versati, spiega l’ avvocato della Regione Alessandro Mattioda, si stanno trattando ulteriori risarcimenti per altri 300 mila euro. A conti fatti la Regione dovrebbe incassare a breve più della metà delle somme contestate.
massimiliano peggio
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