22 Ottobre 2009

Rimborso Iva: probabile una valanga di richieste

 Potrebbero essere 58mila, per decine di milioni

 DIVERSE decine di milioni di euro. A tanto ammonta la cifra che Hera avrebbe indebitamente riscosso per conto del Fisco con le bollette dei rifiuti. Come? Applicando l’Iva del dieci per cento alla tariffa. Ma adesso i cittadini possono chiederne il rimborso anche per bollette vecchie di dieci anni e alla sede di via Casalegno stanno già arrivando le prime domande. A stabilire l’irregolarità dell’operazione ci ha pensato prima, nel 2007, una sentenza della Corte di cassazione, poi a luglio una seconda sentenza, questa volta della Corte costituzionale: Tia (tariffa di igiene ambientale) e Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sono entrambe imposte, quindi non può essere aggiunta l’Iva. E vale per tutte le società o enti locali che, dal passaggio da tassa a tariffa, hanno aggiunto l’Iva del 10% in bolletta. Alla sentenza di luglio le associazioni a difesa dei consumatori, hanno cantato vittoria. Ma la realtà è che ancora oggi le bollette dei rifiuti spedite da Hera continuano a conteggiare l’Iva come se nulla fosse successo. E alle prime richieste di rimborso la posizione dell’azienda è stata secca: niente da fare. «Hera, come altre società in Italia che si occupano dell’igiene ambientale, si sta muovendo attraverso Federambiente spiegano in via Casalegno . Federambiente ha subito chiesto un chiarimento in merito al Governo e al Parlamento perché queste somme non sono mai state incassate da Hera. Essendo un’imposta nazionale, l’Iva è solo transitata’ attraverso la bolletta nelle casse dell’erario». IN CITTÀ però qualcosa si sta muovendo e i potenziali utenti che potrebbero bussare alle porte di Hera per i dieci comuni, sono circa 58mila. Oggi alle 15 in via Selice 13/a l’Ugl terrà un incontro per illustrare ai cittadini le modalità per avviare le pratiche del rimborso. «Non abbiamo ancora aperto il servizio spiega Pamela Orrù dell’Ugl , ma abbiamo già ricevuto decine di telefonate e fissato trenta appuntamenti». Il sindacato ha fatto qualche calcolo approssimativo e l’entità del rimborso potrebbe avere un certo peso nei bilanci familiari, vista la crisi. «Nuclei di due persone racconta Orrù possono arrivare a chiedere un rimborso per i dieci anni precedenti di circa 400 euro, mentre per le famiglie di quattro persone la quota sale a 900». Il rimborso dovrebbe arrivare entro 90 giorni, scaduti i quali i cittadini potranno fare ricorso alla commissione tributaria provinciale. Ma c’è un termine per inviare la richiesta di risarcimento: il 24 luglio 2011 e bisogna corredare la domanda con tanto di fatture che esplicitano il pagamento dell’Iva. Muoversi attraverso l’Ugl o le associazioni di difesa dei consumatori (Codacons e Adiconsum, tanto per citarne due) non ha costi se non la quota di tesseramento. Ma sul sito internet di Altroconsumo è disponibile anche un generico fac-simile della domanda da inviare al gestore del servizio di igiene ambientale.

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