27 Aprile 2020

Rimborso abbonamento Atac: novità in arrivo, parola di Raggi

 

Matteo Novelli Abbonamento Atac: è possibile avere il rimborso per la quarantena da coronavirus? Dal profilo Facebook di Virginia Raggi spuntano novità in arrivo mentre il Codacons minaccia la class action.

È possibile avere il rimborso dell’abbonamento Atac per i mesi del lockdown dovuto alla quarantena da coronavirus? Una domanda che molti cittadini italiani si saranno fatti, magari avendo da poco rinnovato la tessera dei mezzi in forma mensile o annuale poco prima della chiusura totale. Adesso le novità sembrano in arrivo, grazie anche a un misterioso messaggio arrivato da Virginia Raggi su Facebook.

Atac non prevede, come sappiamo, alcun rimborso al momento per chi ha pagato e detiene un abbonamento per spostarci con i mezzi pubblici e, per forza di cose, non può utilizzarlo in questo momento. La risposta ufficiale è semplice: Atac fornisce il servizio, solo che le regole della Fase 1, a cui si aggiungono quelle della Fase 2, impediscono agli abbonati di poter prendere regolarmente i mezzi (seguendo con responsabilità l’isolamento domiciliare).

Ora che gli spostamenti stanno lentamente riprendendo piede, sono in tanti a chiedersi: è possibile riavere un rimborso per il proprio abbonamento annuale Atac dato il periodo di chiusura che ha impedito a tanti cittadini di prendere i mezzi pubblici? E per chi resterà ancora in smart working (laddove magari prima aveva esigenza di spostarsi da un angolo all’altro della città su diversi mezzi)? Ecco cosa c’è da sapere.

All’orizzonte non ci sono novità vere e proprie rispetto a quello che vi abbiamo raccontato, ma una risposta data dalla pagina ufficiale di Virginia Raggi su Facebook lascia trasparire qualche possibilità.

Un nostro lettore ci ha inviato la breve conversazione veritiera e ufficiale avvenuta con il profilo della sindaca romana: il messaggio è stato originalmente inviato con un intento ironico ma la risposta ricevuta è abbastanza enigmatica.

Si fa riferimento infatti a un “modo”, attualmente in valutazione e che presto potrebbe essere comunicato. Non sappiamo quando e in cosa consisterebbe questo metodo: potrebbe trattarsi di uno sconto sul prossimo abbonamento pari ai mesi di servizio non usufruiti, generalmente per molti marzo e aprile.

Questo potrebbe essere comprovato dall’effettiva ultima vidimazione del proprio abbonamento (a testimoniare di non aver effettivamente usufruito del servizio a causa della quarantena). Sono tutte ipotesi attualmente non confermate: il messaggio della pagina di Virgina Raggi potrebbe essere stato elaborato da un Social Media Manager come risposta preimpostata in attesa di comunicazioni.

Rimborso abbonamento Atac: Codacons pronto alla class action

Uno spiraglio dl luce c’è? Su Twitter le risposte del profilo sembrano abbastanza eloquenti:

“Gli abbonamenti seguono la durata naturale. Il sistema di Tpl è, infatti, a disposizione per gli spostamenti per comprovato motivo e per gli addetti in attività. In caso di novità, aggiorneremo. Non sono previste proroghe alla durata degli abbonamenti. Garantiamo la mobilità a chi si sposta per comprovati motivi e agli addetti ai servizi essenziali. La quantità di offerta, inoltre, è molto superiore alla domanda per un viaggio in sicurezza. In caso di novità aggiorneremo”

Nel frattempo, il Codacons minaccia la class Action in favore degli abbonati:

“Gli abbonamenti per il servizio di trasporto pubblico gestito da Atac devono essere rimborsati agli utenti, proporzionalmente al periodo in cui gli spostamenti dei cittadini sono stati limitati a causa dell’emergenza coronavirus, attraverso una proroga della durata degli stessi”

Si fa riferimento in particolare all’ATM di Milano, più a aperta alla strada dei rimborsi:

“Sempre nel settore dei trasporti anche Alitalia, Trenitalia, Italo e altri operatori hanno disposto rimborsi e voucher in favore dei possessori di biglietti inutilizzati, e solo Atac, stando alle poche informazioni emerse finora, vorrebbe negare tale diritto ai consumatori”

sottolinea il presidente dell’associazione Carlo Rienzi che aggiunge:

“Gli abbonamenti annuali o mensili al trasporto pubblico di linea devono essere rimborsati per la parte non goduta dall’utente, che non ha potuto utilizzare bus, metro e tram non per sua scelta ma per la decisione del Governo di vietare gli spostamenti, come forma di contenimento del coronavirus. In base alle norme del codice civile, tale situazione legittima il diritto al rimborso in favore dei consumatori, e se Atac non accetterà di indennizzare i propri clienti attraverso un allungamento della durata degli abbonamenti, sarà inevitabile una class action del Codacons contro l’azienda a tutela dei cittadini romani.”

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