Rimborsi Tarsu dicono no anche i revisori dei conti
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fonte:
- Il Mattino
Francesco Nobile Cava de’ Tirreni. Il Collegio dei Revisori dei conti ha detto «no» al rimborso Tarsu. Dopo il parere negativo dell’ avvocatura comunale, è arrivata la nota redatta dai tecnici contabili, in risposta ai dubbi sollevati dai gruppi della minoranza consiliare e dal presidente del consiglio comunale. Dall’ altra parte della barricata l’ associazione politica Città Democratica ha annunciato l’ avvio dei ricorsi alla Commissione Tributaria, oltre ad una richiesta di accesso agli atti e ad un possibile ricorso al Tar. Ieri, in conferenza stampa, l’ associazione ha anche incassato la vicinanza e il supporto organizzativo del Codacons Campania e dell’ Unione consumatori. «Ravvisiamo la poca attenzione prestata all’ argomento da parte dei Revisori ? ha dichiarato Stefano Cicalese, candidato sindaco di Città Democratica ? Hanno citato un articolo di legge abrogato da anni. La verità è che non c’ è la volontà politica di riconoscere ai cavesi il dovuto». Tra codici, pareri tecnici e incontri con la stampa, tiene ancora banco il caso dei rimborsi Tarsu. Tutta la vicenda ruota sull’ extra gettito incamerato da palazzo di città, grazie al recupero dell’ evasione fiscale messa in campo dalla Soget negli anni scorsi. Tale somma, stando ai promotori dell’ istanza, dovrebbe essere restituita ai cittadini che hanno pagato il servizio di raccolta dei rifiuti anche per gli evasori. Si parla di circa dodici milioni di euro spalmati in sei anni, che consentirebbero un abbassamento delle prossime tariffe dell’ 11%. Di tutt’ altro parere sono i tre tecnici del Comune metelliano, che hanno evidenziato due argomenti per confutare le istanze firmate da oltre 6mila cittadini. Il primo punto che è stato snocciolato nella relazione è l’ impossibilità «nel computare l’ eventuale eccedenza di gettito della Tarsu in diminuzione della Tares iscritta al ruolo per l’ anno successivo». In altri termini si è affermato questo concetto: la Tarsu e la Tares si calcolano in maniera differente. Se non è possibile un raffronto, non è possibile nemmeno una diminuzione del costo in forma di conguaglio. La seconda motivazione adottata dal collegio dei Revisori cita il decreto legge 507 del ’93, il quale prevede che in ogni caso il rimborso «è disposto dal Comune entro novanta giorni dalla domanda del contribuente da presentare, a pena di decadenza, entro due anni dall’ avvenuto pagamento». Trattandosi di tributi versati tra il 2007 e il 2012, i termini per un conguaglio sarebbero già chiusi. Entrambe le argomentazioni sono state valutate come «deboli» da parte di Città Democratica, il comitato promotore di tutte le richieste di rimborso. In particolare sarebbe una bufala il rischio di decadenza visto che, stando alle dichiarazioni del tributarista Cicalese, l’ articolo citato dai Revisori è stato abrogato nel 2006. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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