Rimborsi Rc auto, compagnie in allarme
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fonte:
- Il Messaggero
I consumatori puntano all?intesa con le assicurazioni, l?Ania studia contromosse
ROMA ? Circa 50 mila moduli scaricati da Internet in due giorni. Il numero degli assicurati pronti a richiedere alle compagnie il rimborso del 20% delle polizze Rc auto pagate tra il ?95 e 2000 cresce in maniera esponenziale. Hanno dalla loro la multa inflitta dall?Antitrust a diciassette compagnie per essersi scambiate informazioni sulle tariffe, in barba alle regole della concorrenza. E il fatto che molti giudici di pace che hanno già dato ragione agli assicurati, giudicando esorbitanti i rincari di polizze. Lo scenario che la Fox Pitt Kelton, una banca d?investimenti molto ferrata in materia assicurativa, delinea, sono quelli di una vera e propria caporetto delle compagnie. Se solo la metà dei 18 milioni di assicurati si rivolgessero ai giudici di pace, e la metà di questi l?avessero vinta, le assicurazioni dovrebbero sborsare l?astronomica cifra di 1 miliardo e 393 milioni di euro. Numeri talmente dirompenti da fare prevedere che alla fine a pagare sarebbero tutti gli assicurati «perchè di fronte a costi eggiuntivi di questa entità le compagnie non potranno che aumentare i premi, e nessuno potrà loro impedire di fare questo», dicono gli esperti della Fox Pitt.
Così in parecchi cominciano a dire che c?è bisogno di trovare una soluzione che salvaguardando i diritti degli assicurati, non faccia saltare i bilanci delle aziende. La Cgil si preoccupa dei 30 mila lavoratori delle assicurazioni, «perchè questa vicenda rischia di avere forti ripercussioni sui livelli occupazionali del settore e sulla stessa stabilità delle imprese». Per martedì è già convocata una riunione unitaria dei sindacati della categoria. «La situazione va gestita» dice la Fisac, che chiede al governo di convocare le parti: Isvap, Ania, consumatori e sindacati per cercare una soluzione.
Anche Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che fanno da traino alla marea dei ricorsi, chiedono l?apertura di un tavolo di confronto «per arrivare ad un accordo attraverso il quale soddisfare una parte delle richieste degli assicurati, e dall?altra evitare un contenzioso gigante dinanzi i giudici di pace».
All?interno del pianeta delle associazioni c?è anche chi mette in guardia dal “ricorso facile“. L?Adiconsum è preoccupata che un passo oggi senza rischi e senza costi (per il giudice di pace non serve un avvocato e non ci sono spese) possa rivelarsi per qualche famiglia tra 2 o 3 anni una stangata. Perchè le compagnie hanno già detto che ricorreranno in Cassazione contro le sentenze avverse. E allora i consumatori potrebbero essere costretti dalla Corte non solo a restituire l?indennizzo riconosciuto dal giudice di pace, ma anche le spese legali sostenute in questo grado di giudizio. Insomma, è nell?interesse di tutti, dice l?Adiconsum, arrivare ad un accordo.
E le compagnie? L?Ania, l?associazione che le rappresenta tiene il punto. «I rimborsi non sono automatici. I giudici di pace hanno anche dato torto agli assicurati. Ricorreremo in Cassazione». Ma dietro le quinte ha messo al lavoro fior di avvocati. Perchè in verità anche per le compagnie la strada della Cassazione è tutta in salita. Possono ricorrere contro sentenze dei giudici di pace solo per difetti formali. Quindi in casi rarissimi. Ben diverso sarebbe poter andare in Corte d?Appello, e allora gli assicurati dovrebbero dimostrare che c?è un nesso di casualità tra il cartello fatto tra le compagnie e il rincaro della polizza. Cosa non facile da provare. Una norma di legge, o un?interpetazione che stabilisse che questa vicenda dell?Rc auto rientra nei casi appellabili in Corte d?Appello, per le compagnie sarebbe una vittoria. E? questa la strada che stanno esplorando.
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