31 Marzo 2016

RIMBORSI, NIENTE DECRETO

RIMBORSI, NIENTE DECRETO
ma il governo: «soluzione vicina»

di SERGIO ROSSI E COSI’ se n’ è andato lentamente anche il 30 marzo, scadenza entro la quale era atteso il decreto del governo sui risarcimenti agli obbligazionisti subordinati di Banca etruria e degli altri tre istituti in risoluzione. Tuonano le associazioni dei consumatori, «il governo non si illuda che tutto finisca a tarallucci e vino» intima il Codacons, mentre i rappresentanti del comitato Vittime del salvabanche hanno incontrato appunto ieri un alto funzionario di Bankitalia. la tensione è dunque altissima, ma sullo sfondo continua a ballare l’ ormai celebre fondo di solidarietà, lo strumento per dare ristoro ai risparmiatori. E se il decreto per ora non c’ è. è lo stesso governo a tenere alta la fiammella della speranza per bocca del viceministro all’ economia Enrico Morando. Improntate all’ ottimismo le sue parole, anche se questo non basta ai risparmiatori che, a distanza di oltre quattro mesi, chiedono a gran voce chiareazza e chiedono soprattutto il rimborso integrale dei denari svaniti all’ improvvisi con il decreto del 22 novembre scorso. Torniamo a Morando che assicura: «Il governo lavora per il varo di un provvedimento che preveda una soluzione più ampia sui risarcimenti agli obbligazionisti colpiti dal salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Cari Ferrara e CariChieti». Il viceministro ammette le difficoltà con l’ Europa dove si continua a temere il cosiddetto aiuto di stato, visto come la peste dalla commissione. Morando ribadisce quello che già era noto da alcuni giorni e cioè che «è in atto un’ interlocuzione con l’ Unione europea, ancora non ci siamo ma ci sono buone possibilità per arrivare ad un esito positivo». L’ OBIETTIVO, spcifica il viceministro, è ottenere «un’ interpretazione delle regole un po’ diversa, sia pure in via del tutto eccezionale perché si tratta di una fase applicativa di nuove norme. Quindi stiamo verificando se ci sono possibilità di allargare le maglie del provvedimento per il ristoro degli obbligazionisti previsto dalla legge di stabilità». Dall’ Europa arriva un conferma: «Sono in corso colloqui costruttivi. La Commissioneta facendo del proprio meglio per essere di aiuto e fornire assistenza nel rispetto delle regole comunitarie». La finanziaria prevede che il rimborso arrivi, tramite arbitrati, con il fondo di solidarietà che ha una dotazionebloccata sui cento milioni di euro. L’ intenzione, secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, è quella di superare questa soglia fino a trecento milioni di euro. Morando professa ottimismo, le associazioni dei consumatori non nascondono lo scetticismo, dal sisetma bancario arriva la notizia che di allargamento del fondo ancora non si è parlato. Un balletto che prima o poi dovrà finire.
sergio rossi
 
 

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