4 Novembre 2010

Rimborsi, la speranza “Portate foto e fatture ai vostri Comuni”

VENEZIA – Chi sta pulendo il garage, la cantina, la casa, si fermi un attimo. Posi la vanga e prenda la macchina fotografica. Per ottenere i rimborsi dei danni subiti, infatti, il Comune di Vicenza chiede documentazione fotografica che testimoni lo stato delle cose. E nel caso si fossero già chiamate ditte private di espurgo o di drenaggio dei locali, si tenga da parte la fattura, da spedire in municipio, che penserà a saldare. "Sono dettagli importanti, che la gente deve conoscere-spiegano i tecnici del Comune – altrimenti, paradossalmente, chi ha subito più danni e magari si è messo solertemente al lavoro da solo fin da subito se non ha testimonianze della propria situazione rischia di non vedersi risarcito nemmeno un euro ". La richiesta di rimborso dev’ essere inviata per posta o consegnata a mano all’ Ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Vicenza, in corso Palladio 98, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12.30 e il martedì e il giovedì anche dalle 17 alle 18.30 (informazioni allo 0444/221360). La domanda deve contenere le generalità del richiedente e del proprietario dell’ immobile (nome, cognome o riferimento della ditta, indirizzo); la fattura o la ricevuta della spesa sostenuta, comprensiva del nome dell’ azienda che ha effettuato l’ intervento; la dichiarazione che il contributo è chiesto esclusivamente per interventi di espurgo per ripristinare la funzionalità degli impianti tecnologici e le condizioni di abitabilità o di esercizio; la dichiarazione che i danni sostenuti non sono coperti da assicurazione; la dichiarazione che per l’ intervento di espurgo eseguito non saranno richiesti altri rimborsi. Non solo: chi deve ancora intervenire, può sperare in un aiuto diretto dell’ amministrazione che, in queste ore, sta firmando diverse convenzioni con ditte private. Per i cittadini che dunque devono ancora provvedere a riparazioni varie o anche solo al pagamento delle stesse, provvederà l’ ente pubblico, saldando direttamente l’ intervento. Parliamo di Vicenza, la città più colpita, ma per gli abitanti delle altre località alluvionate nelle province di Verona, Padova e Treviso, il procedimento è analogo. "Bisogna presentare al proprio Comune domanda di contributo – spiega Roberto Nardo, segretario di Adiconsum Padova – o su lettera privata o su moduli eventualmente prodotti dall’ ente stesso e ritirabili allo sportello o scaricabili da Internet. Va specificato il tipo di danno, il valore stimato da un perito, che può essere un geometra o un ingegnere, l’ importo della riparazione sostenuta. Il tutto corredato da foto o video dello stato del bene danneggiato, casa, elettrodomestici, mobili, auto, prima e dopo l’ alluvione. Se poi si configura qualche responsabilità da parte di amministrazioni e Consorzi di bonifica per esempio su un deflusso scorretto dell’ acqua o su tombini intasati, si può chiedere il risarcimento danni per incuria ". L’ Adiconsum (sede regionale 041/5330866, tutti i numeri su www.adiconsum. it) consiglia inoltre a chi è assicurato di leggere bene il contratto e controllare le condizioni generali e speciali, per vedere se è contemplata la copertura di calamità naturali. "In caso di difficoltà, ci si può rivolgere alla nostra associazione – chiude Nardo – aiutiamo a sbrigare tutte le pratiche del caso". Aggiunge anche l’ assistenza legale il Codacons Veneto, il cui presidente onorario Franco Conte avverte: "I cittadini siano vigili, se individuano situazioni di colpa vengano da noi". Poche speranze invece sul fronte assicurativo, importante soprattutto per chi nell’ acqua e nel fango ha perso l’ auto. "In nove casi su dieci nessuna compagnia copre le calamità naturali, tantomeno alluvioni e terremoti – rivela Lorenzo Pietrobon, agente per più gruppi -. Se uno mentre guida trova un sottopasso allagato può avere il rimborso, così come se si vede rompere una finestra o il tetto da una tromba d’ aria, ma l’ inondazione in sè come causa di sinistro non è contemplata. A meno che non venga sottoscritta una polizza particolare, non riferibile però alla singola persona fisica ma magari ad un’ azienda che intende proteggere da eventi particolari un parco macchine. In questo caso il premio è molto alto". A dire la verità ci sarebbe anche la legge regionale 4 del 30 gennaio 1997, che prevede "Interventi a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali". "Prevede risarcimenti per famiglie e imprese, peccato però che non venga rifinanziata da almeno cinque anni-denuncia Franco Bonfante, consigliere regionale del Pd -. Nel 1998 concedeva rimborsi fino al 50% della spesa sostenuta, progressivamente scesi prima al 30% e poi, nel 2003, al 12%. Ora questa legge è stata accantonata, pur essendo fondamentale soprattutto alla luce dei magri bilanci dei Comuni, che non possono far fronte da soli a migliaia di richieste di copertura danni".
 

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