10 Settembre 2019

Rimborsi, Consap chiama i risparmiatori

IL CASO VENEZIA Rimborsi risparmio tradito, dopo i problemi dell’ avvio del portale Consap cerca di correre ai ripari e chiama a Roma le associazioni per trovare dei correttivi ai continui stop e alle complicazioni burocratiche mentre è ancora un’ impresa per ottenere i documenti. E presto potrebbero arrivare delle novità anche per decreto: in Parlamento la nuova maggioranza potrebbe infatti presentare un emendamento per reintrodurre l’ arbitro Consob e alzare il rimborso per gli azionisti dal 30 al 100%. A disposizione ci sono sempre 1,575 miliardi. «Sul tavolo dell’ incontro con Consap – dice Luigi Ugone dell’ associazione Noi che credevamo – ci saranno le mancanze enormi della piattaforma e la difficoltà nell’ inserimento delle domande. Siamo praticamente fermi». «Cambiamenti nel portale e nei meccanismi sono necessari, la procedura è troppo complicata, tipo reddito di cittadinanza. Alla mail Consap non risponde, ai call center va un po’ meglio, ma compilare da soli la domanda è praticamente impossibile – osserva l’ avvocato Matteo Moschini del Movimento Difesa del Cittadino -. Alcuni problemi comunque sono stati risolti, per esempio non è più necessaria l’ autentica da parte del notaio. Purtroppo Banca Intesa, a differenza di altri istituti, non prende ancora in esame neanche la richiesta. E su Crediveneto siamo ancora in alto mare. Con l’ arbitrato era molto più facile». CORSA A OSTACOLI «Vero, il portale Consap è una corsa a ostacoli, i problemi sono tanti ma qualcosa si muove e noi stiamo andando avanti: abbiamo già chiuso un centinaio di pratiche e risolto il problema per le Bcc liquidate come Crediveneto e Padovanana – afferma Patrizio Miatello dell’ associazione Ezzelino III da Onara -. Col decreto attuativo le banche cessionarie come Intesa hanno l’ obbligo di fornire i documenti per chiedere i rimborsi. Ma hanno 90 giorni di tempo per farlo. Per questo bisognava fare subito le domande: Intesa sta rispondendo oggi alle richieste fatte a fine giugno, inizio di luglio. C’ è il rischio concreto che molti risparmiatori rimangano scoperti. Ma questa è la legge e temo che se arriverà un nuovo decreto i rimborsi verranno di nuovo bloccati e si perdano altri mesi». Adusbef e Codacons veneti infatti tornano all’ attacco e in un lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte chiedono rimborsi al 100% del danno subito e la possibilità di ricorrere all’ arbitro. «Tutti i partiti, allora di opposizione, a suo tempo hanno fatto propria la nostra proposta – ricordano Fulvio Cavallari (Adusbef Veneto) e Franco Conte (Codacons) in una lettera aperta sottoscritta anche da centinaia di risparmiatori, proposta che il Pd potrebbe far propria -. Le risorse ci sono, ogni anno su conti dormienti presso il Ministero affluiscono non meno di 120 milioni. Richiamiamo che oltre i due terzi dei risparmiatori interessato sono ultra 65enni e che ben 2500 sono deceduti in attesa del ristoro. Chiediamo il governo riproponga la priorità della tutela dei risparmiatori e si provveda, in concreto cogliendo l’ iter decreto mille-proroghe o con la legge di Bilancio, recuperando proprio le nostre proposte». Quindici mesi fa il premier Conte ricevette addirittura le associazioni a Palazzo Chigi. Ieri, nel suo discorso alle Camere, nemmeno un accenno. I tempi cambiano, cambiare la legge sarà dura. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
maurizio crema

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