28 Dicembre 2004

Rimborsi: chi può averli e come

Chi rinuncerà al viaggio non deve pagare. Più complesso il problema per chi è già partito

Rimborsi: chi può averli e come

È una babele di regole e norme quella entro la quale i turisti che hanno scelto di fare un viaggio nelle zone colpite dal maremoto dovranno muoversi nelle prossime ore e non mancano dubbi e interrogativi. Come dovranno regolarsi, per esempio, quanti hanno prenotato esclusivamente il volo di andata e ritorno rispetto a chi ha optato per il tutto compreso? E chi ha in programma il viaggio non prima del prossimo anno, magari al termine delle vacanze natalizie avrà la possibilità comunque di disdire, senza incorrere in penali, solo per la paura di affrontare un viaggio del genere? Ed ancora: chi è stato costretto a rientrare a quale rimborso ha diritto? Per cercare di fare chiarezza ed aiutare il maggior numero di turisti si stanno mobilitando le associazioni dei consumatori, ciascuna approfondendo un aspetto, scoprendo un cavillo. Tutte le associazioni sono concordi nel dire che chi rinuncia al viaggio non deve pagare alcuna penale, anche se, in alternativa, per non mandare in fumo ferie già programmate, può accettare l?offerta di una nuova destinazione. Una questione più controversa riguarda, invece, quanti hanno prenotato un viaggio in una delle zone colpite, nella prima settimana di gennaio e oltre, ma che al momento della partenza potrebbero non essere ritenute più pericolose, con resort ormai rimessi in funzione. – In attesa del semaforo verde della Farnesina . «Per queste partenze – dice il direttore dell?Assotravel, Francesco Granese – è aperto un punto interrogativo. Noi consigliamo di aspettare perchè da qui a dieci giorni non possiamo sapere quale sarà la situazione, oltre ad invitare i nostri associati a cercare di trovare il più possibile una soluzione». La parola d?ordine per Assotravel è «mediare», consigliando la partenza solo nei casi in cui possono essere garantiti standard ottimali. Dall?Assotravel arriva anche un?altra indicazione: aspettare l?ultimo giorno prima di far scattare la penale che varia a seconda della data della disdetta rispetto alla data di partenza. In sintonia la Fiavet, la quale ha chiesto alla Farnesina una mappa più dettagliata delle zone a rischio, proprio per evitare inutili contenziosi e offrire al consumatore le garanzie necessarie. Per la Fiavet, infatti, spetta esclusivamente alla Farnesina consigliare o sconsigliare una destinazione piuttosto che un?altra. Ed è su essa che l?associazione si regolerà per i rimborsi. – Le alternative per il turista che non parte. Sul fronte opposto l?Aduc tocca una nota dolente che riguarda quanti hanno prenotato solo il volo. «Si tratta di situazioni – sostiene l?associazione – in cui si corre il rischio di doverci rimettere tutti i soldi». L?Aduc consiglia perciò di chiedere il rimborso al vettore aereo, «proprio in virtù di quanto è accaduto». Per la Federconsumatori, trovandosi di fronte a una «causa di forza maggiore» il turista è autorizzato a rescindere il contratto senza dover pagare una penale. Un vero e proprio vademecum giunge dal Codacons il quale parla di «rimborso integrale» per chi sarebbe dovuto partire entro il 6 gennaio, proprio perchè è necessario il «completo ripristino delle condizioni di sicurezza e agibilità dei villaggi e che ci sia certezza per il cliente di una vacanza serena». Può anche essere accettato un cambio data o un bonus. Per quanti si trovano sul luogo del disastro il rimborso è previsto solo se l?assicurazione stipulata al momento della partenza prevedeva una copertura in caso di calamità naturali. Mentre per chi rientra in anticipo è previsto il rimborso per i giorni di vacanza non goduti. Ma non sembra che vi sia la possibilità di chiedere risarcimenti per «vacanze rovinate».

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