27 Giugno 2013

Rimborsi, Carife-people in moto

Rimborsi, Carife-people in moto

Le linee di Federconsumatori ieri hanno squillato incessantamente. «Sì, hanno chiamato diverse decine di persone solo questa mattina per informarsi sulla possibile azione contro la Cassa di Risparmio di Ferrara – ha confermato Roberto Zapparoli, presidente provinciale dell’ associazione dei consumatori – Abbiamo cominciato a dare appuntamenti per la prossima settimana, se continua con questo ritmo sarà però difficile riuscire a selezionare i casi in tempi brevi». L’ interesse da parte degli azionisti della Cassa per l’ argomento si era già percepito in maniera netta l’ altro pomeriggio, quando al primo incontro convocato da Federconsum si erano presentate 140 persone: in media piccoli azionisti, detentori di pacchetti di qualche centinaio, al massimo un migliaio di azioni, secondo il primo screening dell’ associazione. Considerato che molti di loro, quelli rimasti più scottati dall’ evoluzione negativa della banca, hanno comprato all’ aumento di capitale del 2011 al prezzo di 21 euro ad azione, mentre ieri mattina la quotazione era inchiodata a 6,89 euro, la perdita potenziale si aggira in media su qualche migliaia di euro. Servono quindi pacchetti non troppo smilzi, per avere interesse a far partire una causa. Bisogna anche considerare che l’ acquisto di un titolo azionario, quotato o no in borsa, comporta l’ accettazione di una possibile perdita di capitale anche rapida e consistente, quindi di per se il crollo del titolo (bisogna comunque vedere il punto di caduta definitivo, al momento dell’ eventuale ingresso di un socio forte) non fa maturare diritti di rimborso. «Stiamo puntando tutto sulla mancata informazione relativa al fatto che il titolo era poco liquido, in quanto non c’ è un mercato – torna a sottolineare Ermanno Rossi, uno dei legali del pool di Federconsum – E’ necessario dimostrare che non si è riusciti a vendere le azioni in un determinato momento e ad un certo prezzo, facendo scattare il danno da quest’ ultimo prezzo? Secondo noi non è così, il danno matura al momento dell’ acquisto, in assenza d’ informazione corretta, e resta sempre la banca a dover documentare di aver agito correttamente». Per questo motivo non spaventa Federconsum la barriera che molte banche pongono alle richieste di documentazione vecchia di oltre dieci anni, termine temporale indicato da Consob: i risparmiatori dovranno comunque portare ai colloqui tutti i documenti disponibili, anche per valutare l’ effetto-concentrazione (tutti i soldi concentrati in titoli Carife). I costi di una eventuale azione risarcitoria? «Dobbiamo ancora valutarli, saranno rapportati all’ entità del danno subìto e al numero dei ricorrenti da “raggruppare” in ogni singola causa – sottolinea Zappaterra – Per partire c’ è bisogno dell’ iscrizione a Federconsum (tessera ordinaria 30 euro, con agevolazioni 20), poi si valuterà: saremo come sempre rigorosi nel selezionare i casi che hanno concrete possibilità di successo». La prossima settimana si muoverà anche Bruno Barbieri, presidente regionale di Fedeconsum, che punta direttamente a cause contro gli ex amministratori. L’ avvocato emiliano vuole rapportarsi con il suo presidente nazionale, Carlo Rienzi, ispiratore del primo comunicato su Carife nella quale l’ associazione sembrava prendersela, più che altro, con la mano pesante di Bankitalia. Rienzi sarà a Bologna domani, per consegnare gli assegni agli ex medici specializzandi che hanno vinto la causa contro lo Stato su stipendi e contributi (ci sono anche diversi ferraresi), e lì sarà il momento di decidere. Attendono i primi 4-5 azionisti che hanno già contattato Codacons. (s.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this