12 Novembre 2010

Rilancio Antitrust sulla deregulation

ROMA Niente arretramenti sulle liberalizzazioni: riportare in farmacia i medicinali senza ricetta in vendita negli esercizi di vicinato e nei corner Gdo sarebbe «dannoso per la collettività». Andrebbero, invece, ulteriormente limate le esclusive concesse alle farmacie e ammessi alla distribuzione fuori canale anche i farmaci di fascia C, con obbligo di ricetta e pagati di tasca propria dal cittadino. Così il presidente dell’ Antitrust, Antonio Catricalà, ha fatto riesplodere ieri il dibattito già caldissimo sul riordino della distribuzione farmaceutica, nel corso di una audizione in commissione Igiene e sanità, al Senato, dove è in itinere un tentativo di riforma del settore (Ddl 863). Convinto della necessità di una ulteriore spallata all’ attuale sistema, Catricalà ha individuato più punti critici nelle proposte in esame, spezzando di fatto una lancia soltanto a favore dell’ ampliamento della rete di vendita e della stesura di una lista di medicinali da vendere anche senza la presenza di un farmacista. Il perché è presto detto: «Nel 2009 gli sconti fuori canale hanno determinato un risparmio di 24 milioni su un totale di spesa per farmaci senza ricetta di 2,2 miliardi e senza aumenti anomali dei consumi – ha spiegato Catricalà -. Con un 30% di consumi fuori canale il risparmio potrebbe variare dai 40 ai 160 milioni». Tra le raccomandazioni di peso, anche il superamento della pianta organica, la revisione del meccanismo di remunerazione (già in discussione in altre sedi, Ndr), la rimodulazione dei prezzi dei farmaci originari rispetto ai "generici" per non scoraggiare gli investimenti in ricerca. Posizioni non del tutto inedite, quelle di Catricalà, che non hanno mancato di suscitare reazioni di tutti i protagonisti coinvolti. Pacato e possibilista il ministro della Salute, Ferruccio Fazio: «Siamo favorevoli a un ampliamento della distribuzione dei farmaci nelle cosiddette parafarmacie, ma la questione della fascia C va esaminata in un quadro più generale». Garbatamente difesivo il commento del presidente della XII Commissione, Antonio Tomassini (Pdl): «Ci sono spunti per possibili confronti costruttivi. Va detto però che il nostro mercato è il terzo d’ Europa, il quinto al mondo , quello con il maggior numero dei farmaci salvavita distribuiti a prezzi controllati: è necessario espanderlo?». «Sì», rispondono in coro consumatori e farmacisti fuori canale. Codacons e Movimento difesa cittadino, plaudono a Catricalà apprezzando anche i buoni effetti della lenzuolata sull’ occupazione dei giovani farmacisti. A nome di questi ultimi parla il Movimento nazionale dei liberi farmacisti che definisce «un delitto da scongiurare a tutti i costi» il tentativo di stoppare l’ unica liberalizzazione degli ultimi anni proprio quando la disoccupazione è a due cifre». Soddisfatti delle tesi di Catricalà anche Massimo Brunetti, vicesegetario dell’ associazione nazionale parafarmacie italiane (Anpi), e Aldo Soldi, presidente Ancc-Coop, cui fanno capo 100 corner, 300 farmacisti assunti e due prodotti a marchio Coop. Di segno opposto le valutazioni dei farmacisti. «Demolire le regole attuali sarebbe solo un danno», dice Annarosa Racca, presidente Federfarma. E quanto ai farmaci di fascia C, puntualizza Andrea Mandelli, presidente Fofi (Ordini dei farmacisti): «In Europa non ce c’ è uno venduto fuori farmacia o al supermercato, come si vorrebbe far credere».
 

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