Rilanciata l`iniziativa del tavolo di confronto
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fonte:
- Il Messaggero
Alla vigilia dell`approvazione dei bilanci consuntivi da parte dei comuni umbri, Federconsumatori rilancia l`iniziativa del tavolo di confronto da attivare in relazione ad ogni servizio di pubblica utilità di erogazione locale, ma finora, ad esempio, a Perugia, convocato solo per la Tariffa di igiene ambientale (Tia). “Dopo aumenti che nel 2006 hanno superato anche il 54% – spiega Alessandro Petruzzi – per l`anno in corso è stato ottenuto il blocco. Ma siccome l`accordo era incentrato anche sul recupero dell`evasione (Ici, Tarsu e servizi) è necessario che venga riconvocato“. Ma i dubbi dell`associazione riguardano anche la gestione di tali servizi, quello idrico compreso. “La legge prevede che chi lo gestisce debba garantirsi un profitto al massimo del 7%“, fanno notare dall`associazione. “Ma dove è il “pubblico“ a gestire tale servizio perché non si rinuncia a un po` di margine per investimenti o per ridurre tariffe? Il problema è che bisognerebbe operare un`azione di contenimento di costi“. Discorso simile per i rifiuti. “Le concessioni che affidano raccolta, smaltimento e trattamento della nettezza urbana ad aziende, vedi Gesenu, maggiore gestore regionale, prevedono profitti del 10-12%. Un margine garantito che finisce per pesare unicamente sulle tasche dei cittadini. È necessario che tali accordi, molti dei quali in scadenza, siano rivisti e corretti“. Petruzzi evidenzia anche un problema di efficienza nella gestione indiretta del servizio idrico che in alcuni casi porta a situazioni limite. Come l`imprenditore che per aprire un agriturismo nel casolare di famiglia si è visto recapitare dall`Ato 1 un preventivo di 25mila euro per allacciare l`immobile all`acquedotto, distante 2,5 chilometri. In entrambe le province si parla di stagione “nera“ e non solo per i prezzi di pane, pasta e latte. “A Terni c`è una vera e propria emergenza costo dei servizi – fa notare il presidente provinciale Umberto Ricci – e anche qui, tramite accordi con la Servizi idrici integrati e l`Ato siamo riusciti ad ottenere che per il 2007 la tariffa dell`acqua non subisca ritocchi superiori al 7% come previsto dalla legge Galli. Ma il problema è anche l`aumento del prezzo del biglietto del trasporto locale su gomma (+ 5 cent i ticket Atc) che in base ad un accordo con il Comune, nell`ambito di una campagna anti inquinamento per incrementare l`uso del mezzo pubblico, non avrebbe dovuto subire ritocchi. Invece, pur essendo aumentato il numero dei passeggeri, l`aumento c`è stato lo stesso“. Anche sul versante Tia, in un tavolo con l`Asm, per il periodo 2006-2008 era stato deciso di mantenere un incremento medio non superiore al 15%. “Invece – osserva Ricci – già si parla di ritocchi possibili a causa di problemi relativi a smaltimento e termodistruttori. Ma la gente si sta stufando dei continui rincari“. Normale quindi che la protesta simbolica del 13, lo sciopero della spesa, diventi occasione di mobilitazione con Codacons e Federconsumatori che a Terni, oltre al sit in di fronte alla Prefettura, faranno volantinaggio di fronte ai supermercati per informare i consumatori, ad esempio, sui vantaggi dei listini degli hard discount. “I cittadini – aggiunge Ricci – devono tornare a confrontare prezzi ed a cercare il miglior punto vendita“. A Perugia, le due associazioni saranno in piazza Matteotti, di fronte alle Logge dei Lanari, con un gazebo dove daranno informazioni e distribuiranno gratis, per provocazione contro i rincari operati e promessi, buste di latte da mezzo litro e panini. “Bisogna sostenere con la Regione – spiega Petruzzi – la battaglia per consentire a Coldiretti di avere spazi nelle città per la vendita diretta di prodotti agro alimentari. Ai commercianti, grande distribuzione compresa, chiediamo di fare fronte comune ad esempio sui temi tasse e tariffe locali, proponendo accordi e idee serie non di facciata. Alle famiglie non servono “sconti patacca“ o specchietti per le allodole di ridurre o bloccare i prezzi per 5 giorni“ Capitolo ortofrutta. “I commercianti non possono lamentarsi solo perché i costi schizzano in alto se prima che arriva sul bancone il prodotto supera otto livelli di intermediazione, spesso solo per una fattura che passa da una scrivania all`altra dello stesso centro di distribuzione. Normale che poi ricarichi del 400% finiscano sul tavolo dell`Anti trust. Anche sull`opportunità di accorciare la filiera sarebbe necessario aprire un confronto costruttivo con istituzioni e settore del commercio“.
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