5 Gennaio 2008

Riforme, anche Rifondazione abbatte Veltroni


In fondo, nel simbolo dei “Consumatori uniti“, che fanno parte integrante dell`Unione, c`è già la parabola del governo Prodi: la canna del gas. Anzi, a essere precisi, ci sono tre fiamme del gas, un rubinetto, una cornetta del telefono e una spina elettrica stilizzata. Oddio, forse dal punto di vista grafico si è visto di meglio, ma quel simbolo è l`immagine dello sbarco ufficiale dei consumatori in Parlamento. Per la precisione, con due senatori: Willer Bordon e Roberto Manzione. Tenetevi forte, perché sembra di salire sulle montagne russe dei nomi di partito e per leggere questa roba serve una massiccia dose di Alka Seltzer. Ma vale la pena di andare per ordine, dall`alba dei tempi dei consumatori sulle schede elettorali: era il 1999 e rubinetti, cornette, varie ed eventuali si presentarono alle europee in una lista che univa anche il Partito sardo d`azione e la Lega delle regioni di Mario Rigo, ex sindaco di Venezia, ex eurodeputato socialista e in quel momento senatore ulivista. Risultato: 62mila voti in tutta Italia, lo 0,2 per cento. Cinque anni dopo, sempre alle europee, ci provò un altro movimento di consumatori, il Codacons, il cui leader Carlo Rienzi andava in giro nudo coperto solo da un giornale per rappresentare l`italiano spennato e impoverito. Ma il Codacons-Lista consumatori, che aveva come simbolo un rospo sorridente, prese anche stavolta solo 159.795 voti, 0,5 per cento e nessun eurodeputato. Erano quasi le prove generali delle successive elezioni regionali quando la “Lista consumatori“ si presentò in otto regioni nel più variegato e fantasioso dei modi: in Veneto stava nella lista dei verdi; in Emilia-Romagna correva da sola, con un proprio candidato presidente della Regione; in Campania fece un simbolo misto con l`Italia dei valori; in Veneto e in Calabria era con l`Unione; in Liguria, in Piemonte e nel Lazio appoggiava i governatori uscenti della Casa delle libertà (in Liguria nacque, per dispetto, anche una lista di consumatori pro-Unione). Finì con i tre governatori del centrodestra non rieletti e due rappresentanti dei Consumatori nei consigli regionali: uno in Campania, a mezzadria con Di Pietro, e uno in Piemonte.

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