16 Agosto 2021

Riforma pensioni/ Codacons contro ordinanza Regione Siciliana

Il Codacons mette in rilievo alcune problematiche relative all’ordinanza della Regione Siciliana sull’accesso ai pubblici esercizi con il green pass, che possono creare qualche problema anche ai pensionati e ai pensionandi. Come riporta strettoweb.com, infatti, l’associazione ricorda che nell’ordinanza si chiede il certificato verde anche per accedere alle sedi non solo di uffici pubblici, ma anche di “privati preposti all’esercizio di attività amministrative”. “Quali attività amministrative? Compilare la denunzia dei redditi ed inviarla via internet all’Agenzia delle Entrate? Quindi ci vorrebbe il pass per andare dal commercialista. Pagare le tasse e riscuotere mandati dagli enti pubblici? Quindi in banca col pass. Ma anche alle poste. Sicuramente caf e patronati svolgono attività amministrativa (pensioni, invalidità, esenzioni ticket): anche qui col pass”, evidenzia il Presidente del Codacons Sicilia Giovanni Petrone, secondo cui ci sono “troppi dubbi, troppa indeterminatezza, troppa fretta di tirare fuori un provvedimento che francamente sa solo di protagonismo politico”.

In un articolo pubblicato su orizzontescuola.it, Vittorio Lodolo D’Oria sottolinea i rischi che potrebbero esserci nel mondo della scuola se si creasse una contrapposizione, a seguito dell’obbligo del green pass per i docenti, tra i docenti stessi. Se infatti nascessero due schieramenti (insegnanti favorevoli e contrari al vaccino) “un simile conflitto non porterebbe che a un indebolimento della categoria già provata da mille tensioni e dai ben noti stereotipi sulla classe docente”, facendo “scivolare in secondo piano il riconoscimento ufficiale delle malattie professionali degli insegnanti”. Il tutto avrebbe anche implicazioni in termini di richieste di riforma pensioni della categoria.

“Dal 1992 a oggi si sono succedute quattro riforme professionali che non hanno tenuto conto delle malattie professionali e dell’usura psicofisica. Ci si è ritrovati così a passare da un eccesso (baby-pensioni) a un altro (requisito di 67 anni della Legge Monti-Fornero)”, evidenzia infatti Lodolo D’Oria, secondo cui “si deve disinnescare il rischio che gli insegnanti sciupino tra loro energie che devono invece investire nelle battaglie che contano per la categoria”. E in una lettera pubblicata su tecnicadellascuola.it, Eugenio Tipaldi ricorda che si parla di assegnare i docenti non vaccinati ai lavori di segreteria. Dal suo punto di vista, ciò “significa sottovalutare (e non a caso sottopagare) il ruolo della segreteria scolastica oggi. Una volta erano gli ex provveditorati che facevano tutto. Ma adesso, con l’autonomia scolastica, tutto ricade sulle scuole”, comprese “le pensioni, le ricostruzioni di carriera, i pagamenti dei supplenti, le graduatorie dei docenti ed ATA e così via”.

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