10 Luglio 2021

Riforma Giustizia, l’ira delle associazioni

ROMA  – Le  modifiche  alla  Giustizia  previste  dal  Ddl  Lattanzi,  in  particolare  quella  che  riguarda  l’esclusione  della  società  civile  dalla  tutela  legale,  ha  scatenato  l’ira  delle  associazioni  dei  consumatori,  che  in  un  comunicato  congiunto  hanno  espresso  tutta  la  loro  preoccupazione.  Il  riferimento  specifico  è  ad  un  passaggio  contenuto  nell’Articolo  1-bis,  che  di  fatto  impedisce  alle  associazioni  rappresentative  degli  interessi  collettivi  lesi  da  reato  di  costituirsi  parte  civile  nei  procedimenti  penali.  La  denuncia  porta  la  firma  delle  principali  associazioni  dei  consumatori  italiane:  Codici  – Centro  per  Diritti  del  Cittadino,  Adiconsum,  Altroconsumo,  Asso-Consum,  Assoutenti,  Associazione  utenti  dei  servizi  radiotelevisivi,  Casa  del  Consumatore,  Codacons,  Confconsumatori,  Ctcu  Bolzano  Movimento  Consumatori.  “Siamo  consapevoli  che  il  nodo  principale  della  riforma  si  muove  sul  dibattito  della  prescrizione  – si  legge  nel  comunicato  – ma  il  risultato  prodotto  dalla  Commissione  Lattanzi,  di  cui  si  discute  ormai  da  settimane,  avrebbe  conseguenze  gravissime  per  le  persone  che  si  rivolgono  alle  associazioni  rappresentative  degli  interessi  collettivi  lesi  da  reato”.  Il  timore  è,  quindi,  che  le  associazioni  rischino  di  essere  estromesse  dai  processi  provocando  “un  danno  gravissimo  alla  partecipazione  sociale  alla  democrazia”.  “Come  la  storia  recente  insegna,  non  si  tratta  di  un  dettaglio,  ma  di  una  questione  cruciale.  Non  bisogna  sottovalutare,  infatti,  quello  che  sta  accadendo  nei  processi  criminali.  Le  persone  offese  non  si  costituiscono  parte  civile  perché  hanno  paura”.  Le  associazioni  hanno  perciò  esortato  alla  massima  attenzione  per  la  proposta  avanzata  dalla  Commissione  Lattanzi  indicandola  come  sbagliata,  perché  non  rischia  solo  di  allontanare  la  società  civile  dalle  aule  di  giustizia,  ma  ne  impedisce  addirittura  l’accesso.  “Quella  che  si  profila  è  pertanto  una  situazione  preoccupante”  – continua  il  comunicato.  “Questa  riforma  nasce  sotto  il  segno  della  necessità  di  accorciare  tempi  della  giustizia,  garantendo  finalmente  tempi  brevi  certi  ai  cittadini,  troppo  spesso  costretti  ad  affrontare  un  lungo  ed  estenuante  iter,  come  richiesto  dall’Europa.  Una  corsa  ad  ostacoli  dovuta  non  certamente  alla  costituzione  come  parte  civile  delle  associazioni,  la  cui  presenza  in  aula  è  anzi  sinonimo  di  tutela  dei  diritti  dei  cittadini  spesso  di  corretto  svolgimento  del  processo,  oltre  che  un  contributo  prezioso  per  fare  luce  sulle  vicende  oggetto  del  processo”.  È  stata  quindi  promossa  dalle  associazioni  una  campagna  di  sensibilizzazione  per  evitare  che,  dietro  il  paravento  della  necessaria  riforma  della  Giustizia,  venga  impedito  alla  società  civile  di  essere  partecipe  nei  processi,  partire  da  quelli  delicatissimi  nei  confronti  della  criminalità  organizzata.  “Alla  luce  di  questo,  chiediamo  la  modifica  della  riforma  nell’articolo  in  cui  di  fatto  viene  negata  alle  associazioni  la  possibilità  di  costituirsi  parte  civile  – si  legge  – garantendo  invece  la  possibilità  alla  società  civile  di  continuare  difendere  in  aula,  come  fatto  finora,i  diritti  delle  persone  deboli,  partire  dai  processi  che  riguardano  la  criminalità  organizzata”. 

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