9 Maggio 2014

Riforma del «palazzo», dal 2013 nuove regole

Riforma del «palazzo», dal 2013 nuove regole

Dal 2013 è in vigore la nuova riforma del condominio: norme per regolare la convivenza tra i vicini, necessaria considerato che gli articoli del Codice Civile che regolavano la vita dei condomini risalivano al 1942, quando chi non rispettava il regolamento era sottoposto a una sanzione massima di 100 lire. La riforma era tra le più attese perchè la convivenza nella medesima palazzina rappresenta una delle maggiori cause di conflittualità tra gli italiani. Si stima che le cause pendenti nei tribunali nazionali siano oltre 2 milioni su un totale di quasi 6 milioni. Ogni anno ? spiega il Codacons ? circa 200.000 nuove controversie finiscono dal giudice. Tra le questioni più annose, da sempre spicca l’ assemblea condominiale: la doppia convocazione non è stata eliminata, ma l’ approvazione delle delibere è più semplice. In prima convocazione, per la costituzione dell’ assemblea servirà la maggioranza dei partecipanti che rappresentino i 2/3 dei millesimi, mentre perché siano valide le delibere occorrerà la metà dei millesimi. Anche il livello di trasparenza nella gestione condominiale è nettamente migliorato: gli amministratori dovranno vantare competenze certificate e i conti dovranno essere sempre in ordine. E’ stata anche introdotta la figura del revisore dei conti nominato dall’ assemblea e l’ amministratore, su richiesta dell’ assemblea stessa, dovrà essere coperto da assicurazione. Per ogni condominio è inoltre obbligatorio indicare un rappresentante con poteri decisionali, sia per quanto riguarda l’ uso delle parti comuni, sia per la scelta stessa dell’ amministratore. Per la formazione di queste figure, rimane da denifire quali materie vanno studiate, quante ore di formazione sono necessarie e chi può organizzare i corsi.

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