27 Novembre 2006

Riflessioni e perplessità sulla fusione San Paolo-Intesa

Le riflessioni e le perplessità relative alla fusione per incorporazione di Sanpaolo Imi in Banca Intesa le ritengo tuttora valide, in mancanza di un chiaro piano industriale a supporto della complessiva operazione di fusione. Ad oggi, nel frastuono generale dell`informazione, si ha solo notizia della possibile fuoriuscita dal nuovo gruppo di oltre 8.000 dipendenti, anticipata con risalto dalla stampa nazionale; si preannuncia la nomina a presidente della Cassa Depositi e Prestiti di Alfonso Iozzo, attuale Amministratore delegato di Sanpaolo Imi, si ipotizza l`assegnazione a Credit Agricole di oltre 600 sportelli bancari in Italia in cambio del suo assenso all`operazione di fusione e si attende l`esito delle assemblee dei soci dei due gruppi bancari italiani, convocate in via straordinaria per il 30 novembre e 1° dicembre 2006. Con l`approvazione da parte dei Consigli di amministrazione di Banca Intesa e Sanpaolo del 26 agosto 2006 sono avviate le procedure per realizzare il progetto di fusione tra le due realtà bancarie. Dall`integrazione deriverebbe un gruppo con oltre 6000 sportelli in Italia ed 86.000 dipendenti, una quota di mercato superiore al 20 per cento in 40 province italiane su 103, la presenza complementare in 10 paesi del Centro-Est Europa attraverso 1400 filiali, la possibilità di conseguire nel 2009, secondo le previsioni, un utile netto di 7 miliardi di euro. Esso beneficerebbe a regime di economie gestionali (75% di minori costi e 25% di maggiori ricavi) per 1,3 miliardi di euro, dopo aver sopportato oneri per l`integrazione stimati in 1,5 miliardi di euro. Le attività di bilancio assommano a 545 miliardi di euro e la capitalizzazione di mercato congiunta supera i 60 miliardi di euro. E` lunga la lista di quanti hanno applaudito, al solo annuncio, per la maxi operazione. Tra le poche voci discordanti, quella di Codacons che il 25 agosto (notizia Radiocor) ha chiesto un provvedimento urgente dell`Antitrust e della Banca d`Italia per fermare l`operazione. Secondo l`Associazione la fusione non offrirà alcun beneficio ai consumatori italiani, anzi, rafforzerà sempre più il regime oligopolistico delle banche nazionali. L`Associazione presieduta da Carlo Rienzi ha sottolineato che le condizioni economiche praticate alla clientela in Italia sono le peggiori in Europa e, riducendo sempre più la concorrenza con la creazione delle super-banche, verrà sempre più a mancare l`offerta che può creare la concorrenza reale in questo settore. E` da rilevare, in ogni caso, la logica infernale che spinge molte aziende, operanti in campo finanziario, ma anche industriale e dei servizi, a cercare dimensioni sempre più consistenti (e per questo non sempre gestibili) per sfidare il mercato. Non è agevole dare giudizi su progetti di questa portata. Sono tanti gli interessi in gioco e non sempre sono orientati nella medesima direzione, a partire dal posizionamento e dagli obiettivi più o meno comprensibili dei maggiori azionisti coinvolti e dalle aspettative dei dirigenti che supportano il processo di trasformazione. Le organizzazioni si muovono con le gambe degli uomini ed è prevedibile da parte degli stessi la difesa della propria posizione nelle fasi che accompagnano l`accorpamento aziendale. Il progetto delineato inevitabilmente stravolgerà il destino di molti addetti, mortificando ed espellendo risorse ancora valide, come già ampiamente sperimentato in analoghe, precedenti circostanze. E` la conseguenza di processi che il sistema capitalistico tende comunque a superare. Nel caso della progettata fusione Intesa-Sanpaolo, gli uomini al vertice delle due strutture hanno previsto per se stessi adeguata sistemazione mediante l`adozione del provvidenziale sistema di gestione duale (dual governance) che prevede la creazione di due consigli, di sorveglianza e di gestione, ai cui vertici siederanno rispettivamente Giovanni Bazoli, attuale presidente di Banca Intesa ed Enrico Salza, attuale presidente Sanpaolo. A seguire è assicurata la sistemazione degli altri esponenti di vertice. Questi saranno innanzitutto diretti portatori degli interessi degli azionisti di maggioranza, pur con le ridotte quote di partecipazione al capitale: Crèdit Agricole S.A. 9,1%; Fondazione Sanpaolo 7%, Fondazione Cariplo 4,7%; Gruppo Generali 4,9%; Banco Santander 4,2%; Fond. C.R. Bologna 2,7%; Gruppo Lombardo 2,5%; Fondazione Cariparma 2,2%; Caisse Nat. des Caisses d`Epargne 0,7%. A proposito dell`innovativo modello di gestione ipotizzato per il nuovo polo bancario, alcuni giuristi lo ritengono solo formalmente dualistico, ma nella sostanza accentratore. L`assemblea dei soci verrebbe svuotata di ogni attribuzione operativa, riservandole solo quella di nominare o revocare i componenti del consiglio di sorveglianza e deliberare sui loro compensi e sulla distribuzione degli utili. L`assemblea, in base alla specifica normativa non approverebbe più il bilancio, rientrando tale importante attribuzione tra le incombenze dello stesso consiglio di sorveglianza. In tale contesto, appaiono scarsamente tutelati gli interessi dei piccoli azionisti i cui titoli formeranno l`ampio flottante sul mercato pari al 59 per cento del capitale della nuova realtà bancaria. Dopo le autorizzazioni di Antitrust, Banca D`Italia ed ISVAP, gli azionisti di Banca Intesa e SPIMI, convocati in assemblea straordinaria, saranno chiamati ad approvare il progetto d`integrazione ed in quella sede gli stessi, se ben preparati ed organizzati, potranno far valere le loro ragioni, se contrastano con quelle degli azionisti di controllo e del management in carica. Meriterebbe di essere approfondita l`operazione con la quale Banca Intesa nel corso del 2005 ha ceduto, di fatto, la propria massa di raccolta gestita ai francesi di Crédit Agricole. NEXTRA Investment Management (Gruppo Intesa) nella misura del 65% del capitale è stata ceduta al Crédit Agricole (Bilancio 2005 Banca Intesa pagg. 18 e 88) e inglobata nella società CAAM SGR (Crédit Agricole Asset Management SGR). Dal marzo 2006 Banca Intesa ha assunto una quota minoritaria del 35% del capitale di CAAM SGR. La gestione di quest`ultima, ovviamente, è in mano ai francesi che si sono assicurati la distribuzione dei propri prodotti (fondi d`investimento) attraverso la rete di oltre 3000 sportelli di Banca Intesa per un periodo di 12 anni. Per la cessione di NEXTRA, Banca Intesa ha incassato da Crédit Agricole 1.340 milioni di euro, contabilizzando nel proprio bilancio 2005 un ricavo straordinario pari a 682 milioni di euro. A parte le possibili considerazioni sulla bontà della strategia seguita per razionalizzare il comparto di raccolta gestita, per la posizione di Crédit Agricole, primo azionista di Banca Intesa con il 17,84 per cento del capitale, è possibile ipotizzare un conflitto d`interessi nell`assunzione di decisioni riguardanti la fusione, dal momento che la banca francese dispone dell`imponente carico di raccolta gestita (circa 70 miliardi di euro) rastrellata in Italia attraverso gli sportelli di Banca Intesa. La circostanza non le consentirebbe di assumere atteggiamenti “disinteressati“. La comparazione dei dati di bilancio 2004 e 2005 di Banca Intesa non aiuta a comprendere alcuni passaggi gestionali. Il bilancio 2005, tra la raccolta indiretta da clientela (288 miliardi di euro) annovera raccolta gestita per 59 miliardi di euro. Allo stesso tempo riclassifica la raccolta gestita 2004 in 51 miliardi di euro, utilizzando i principi contabili IAS 39. Il bilancio 2004 di Banca Intesa evidenziava, nell`ambito della raccolta indiretta da clientela (293 miliardi di euro) raccolta gestita per 117,9 miliardi di euro, ridotta a 51 miliardi in sede di bilancio 2005, con una differenza di 66,9 miliardi di euro che corrisponderebbe alla dote di NEXTRA nel passaggio a CAAM SGR. Non è un buon esempio di trasparenza contabile. La riclassificazione IAS 39 nel caso specifico contribuisce a confondere le idee. Difficilmente dalla lettura del bilancio 2005, così come articolato, si evince la fuoriuscita di circa 67 miliardi di euro di raccolta gestita dal Gruppo Intesa, nonché il trend insoddisfacente dello specifico comparto. Crédit Agricole ha vitale interesse a difendere la sostanziosa situazione di fatto e, con la fusione ipotizzata tra Intesa e Sanpaolo, tenderà ad utilizzare la propria posizione di forza, che va oltre la mera partecipazione al capitale, per attrarre nel suo raggio d`azione anche la raccolta gestita del Gruppo Sanpaolo. Va sottolineato per inciso che, a partire dal 2001 il Sanpaolo è ulteriormente cresciuto nello specifico comparto di raccolta gestita anche per il consistente apporto di risorse finanziarie portate via dal Mezzogiorno attraverso la fitta rete dell`ex Banco di Napoli. Intesa e Sanpaolo assieme detengono attualmente, nel comparto di raccolta gestita, una quota di mercato del 32,4%, rispettivamente 14,3 e 18,1 per cento: è la più alta tra tutti i comparti trattati. La distanza dal secondo operatore italiano – Unicredit – è di oltre 17 punti percentuali. Le considerazioni sopra svolte danno consistenza al possibile conflitto d`interessi di Crédit Agricole su cui, eventualmente, è opportuno soffermarsi e meditare, salvo che non siano già predefiniti accordi di massima che vedano CAAM SGR destinataria di tutta la raccolta gestita del costituendo nuovo gruppo bancario. Il Banco Santander, primo socio privato del Sanpaolo con una partecipazione al capitale dell`8,4% e con prevedibili ambizioni di crescita, si vede proiettato nel folto numero di azionisti del maxi-gruppo con quota azionaria dimezzata, più lontano dalle possibili leve di comando. Pur dicendosi favorevole all`operazione di fusione, la banca spagnola manifesta la propria insoddisfazione con riferimento al rapporto di concambio determinato dai consulenti, pari a 3,115 azioni Intesa per un titolo azionario Sanpaolo, ritenendolo sfavorevole. E` una presa di posizione che le consente di guadagnare tempo, di valutare le opportunità ed utilità di intervento e di alzare il prezzo nel caso di abbandono (indesiderato) della consolidata posizione.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox