13 Novembre 2007

RIFIUTOPOLI: LA PROVINCIA DI FORLì-CESENA NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE, PATTEGGIAMENTI IN VISTA

Alla prima vera udienza del processo per l`inchiesta "Rifiutopoli" , oggi era il giorno delle costituzioni di parte civile. E l`amministrazione provinciale di Forlì non si è costituita, anche se per la procura è una delle principali vittime del caso, che nel settembre del 2004, con venti arresti tra carcere e domiciliari, portò alla luce un sistema poco edificante nello smaltimento dei rifiuti con l`accusa di un giro di mazzette tra l`allora dirigente Tolmino Giunchi e la famiglia di imprenditori Laghi. Proprio i tre Laghi, il padre Giacomo e i due figli Roberto e Raffaele, potrebbero voler patteggiare. Il parere del pubblico ministero Filippo Santangelo sarebbe favorevole. Lo si saprà esattamente la prossima udienza fissata per il 29 gennaio prossimo. Il pm, che ha portato avanti tutta l`indagine, aveva chiesto il rinvio a giudizio con le ipotesi di gravi reati per trenta persone: corruzione, concussione, abuso d`ufficio, truffa, turbativa d`asta, falso, superato limite di stoccaggio di fanghi pericolosi in terreni agricoli a vario titolo. Oggi, il giudice Francesco Cortesi, ha escluso dalle parti lese il Codacons, l`associazione dei consumatori. Costituiti invece il Ministero dell`Ambiente e la Regione Emilia-Romagna. Tutto riprenderà con il nuovo anno, quando altri imputati potrebbero chiedere un rito alternativo per evitare di essere giudicati in un processo pubblico e allo stesso tempo usufruire di uno sconto di un terzo della pena. Un patteggiamento potrebbe arrivare anche per Tolmino Giunchi accusato di aver intascato "mazzette" per favorire l`impresa di smaltimento "Laghi Giacomo e figli".

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