5 Maggio 2011

RIFIUTI,ROMA COME NAPOLI

Mille tonnellate di spazzatura a terra. Il Codacons: class action e microchip per vedere se si fa la differenziata

Si sono accumulati. Giorno dopo giorno. Migliaia di sacchi dell’ immondizia sparsi a terra, perché i cassonetti erano tutti stracolmi. E’ quello che sta avvenendo in particolare nella periferia sud-est della Capitale, dove da ieri è scattata l’ emergenza: circa mille tonnellate di rifiuti sui marciapiedi. Da Tor Bella Monaca al Quarticciolo, passando per la Tuscolana e la Casilina sembra di essere a Napoli. Secondo l’ Ama la colpa di questa emergenza è da attribuire alla chiusura, avvenuta ieri mattina, del centro di smistamento di Rocca Cencia, voluta dai carabinieri del nucleo ambientale (il Noe). «La chiusura decisa dalla Provincia – si legge in una nota di Ama – sta creando alcuni problemi nella raccolta dei rifiuti solidi urbani nel quadrante sud est della città. Per risolvere il problema delle circa 1000 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno che si sono accumulate nelle vicinanze dei cassonetti il sindaco ha emesso un’ ordinanza che consentirà di utilizzare come area di trasferenza per i rifiuti solidi urbani un impianto adiacente». Pronta la risposta di palazzo Valentini, chiamato in ballo nella polemica: «La sospensione temporanea delle attività del centro di Rocca Cencia è dovuta ai rilievi effettuati dal Noe dei Carabinieri, che in un sopralluogo hanno riscontrato alcune inadeguatezze dell’ impianto». Ecco allora che si apre il giallo: secondo alcuni consiglieri del Pd, infatti, il problema dei rifiuti persiste da alcuni giorni. E c’ è chi avanza il sospetto che, visto il massiccio impiego di forze per rendere pulito il centro durante la beatificazione di Papa Wojtyla, sia stata trascurata la periferia: «Lo testimonia il fatto – tuona Paolo Masini – che il centro di Rocca Cencia è stato chiuso oggi (ieri, ndr .). Tutta quell’ immondizia non si accumula in dodici ore». Più duro il segretario romano del Pd, Marco Miccoli: «Da dieci giorni ormai in molte zone di Roma ci sono cassonetti pieni e la mondezza non viene più portata via. Con Alemanno c’ è il rischio Napoli anche per Roma». La risposta del Sindaco non si è fatta attendere: «Non c’ è alcuna emergenza rifiuti nella zona di Roma Est. Il problema è già stato risolto». Nel frattempo il Codacons lancia una provocazione: nei prossimi 30 giorni inserirà un microchip con Gps posizionato all’ interno di buste dell’ immondizia per verificare se realmente i rifiuti a Roma seguono il percorso della raccolta differenziata. Non solo, i consumatori lanciano una class action contro il Comune e invitano i cittadini a partecipare all’ azione collettiva in modo da ottenere, dall’ amministrazione comunale, un risarcimento di 1.000 euro a testa per i disservizi e le strade sporche.

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