Rifiuti tossici «Processate 38 imprenditori»
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fonte:
- Il Mattino
Petronilla Carillo Disastro ambientale, falso, truffa aggravata ai danni di enti pubblici, traffico illecito di rifiuti speciali, danneggiamento aggravato, gestione illecita di rifiuti inquinanti dispersi nell’ ambiente. Il pm Renato Martuscelli non fa sconti a nessuno e, seguendo l’ impronta dei colleghi di Santa Maria Capua Vetere che hanno avviato l’ inchiesta ribattezzata Chernobyl, chiede il rinvio a giudizio di tutti gli indagati. Trentanove, anzi 38, perché nel frattempo uno di loro è deceduto, uno dei due agricoltori accusati di aver accettato di smaltire illegalmente nei propri terreni fanghi di depurazione, anche provenienti dall’ Ucraina. Nella lunga udienza di ieri il gup Dolores Zarone ha anche valutato, una ad una, tutte le richieste di costituzione di parte civile. Accolte quelle di Legambiente e Coldiretti, delle Province di Napoli, Caserta e Salerno, della Regione Campania, di Codacons e Adiconsum, del comitato Ponte Barizzo di Capaccio, della comunità montana Alto e Medio Sele, del consorzio di bonifica Vallo di Diano-Tranagro e dei Comuni di Sala Consilina, Sassano, Casalbuono, Montesangiacomo, Montecorvino Rovella, Teggiano, Polla, Santomenna, Castelnuovo di Conza, San Rufo, Sant’ Arsenio, San Pietro al Tanagro. Respinte quelle di Masseria Sparano, Prc e Italia Nostra. Dopo aver sentito la discussione di alcuni dei legali della difesa, il gup ha aggiornato l’ udienza al prossimo 20 febbraio. E proprio il vicesegretario nazionale del Codacons, Matteo Marchetti, ha espresso il proprio compiacimento per l’ esisto dell’ udienza. «Questo processo iniziato in sordina – ha scritto in una nota – ha avuto finalmente la giusta risonanza mediatica grazie anche al nostro impegno che ci ha visto presenti in tante assemblee per tutta la Campania. Giusta l’ accelerata del giudice visto che su questo processo grava il peso della decorrenza dei termini». Al centro delle indagini vi sono diverse società che si occupano, appunto, dello smaltimento dei rifiuti: la Naturambiente di Castel Volturno, Sorieco di Castel Nuovo di Conza, Frama di Ceppaloni, Ecologia Agizza di Napoli, Espeico di Quarto. Secondo le ipotesi accusatorie, queste società, operative su tutto il territorio regionale, smaltivano rifiuti illegali anche in alcuni corsi d’ acqua in particolare nel fiume Sabato che attraversa le province di Avellino e Benevento. Sarebbero quindi stati smaltiti «imponenti masse di rifiuti speciali non pericolosi e fanghi tossici», scrivono i pm di Salerno che hanno chiesto il rinvio a giudizio (si tratta dei sostituti procuratori Rocco Alfano, Mariacarmela Polito e Giancarlo Russo) che sarebbero arrivati oltre che dagli impianti di depurazione di Napoli Ovest, Napoli Nord e dall’ Area casertana, anche dall’ impianto di depurazione di Mercato San Severino. Sarebbero illecitamente stati smaltiti anche rifiuti liquidi provenienti dalle fosse settiche installate presso alcuni lidi casertani e rifiuti liquidi provenienti dalle navi ormeggiate al porto di Napoli. Quattro, secondo l’ accusa, le direttrici per lo smatimento illecito: Caserta e provincia e Napoli e provincia; Salerno e provincia tramite Sorieco; Benevento e Foggia. Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Pasquale Castagna, Viviana Dambrosio, Vincenzo Di Biase. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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