27 Aprile 2010

Rifiuti, tassa o tariffa? Comunque finisca qualcuno ci perderà

 "La Tia dovrà essere ricollocata all’ interno del bilancio comunale: ciò non comporterà alcun beneficio per i cittadini ma sarà un aggravio per le imprese che non potrano scaricare l’ Iva". L’ assessore comunale al bilancio Alvaro Colombo già nei giorni scorsi aveva annunciato la tegola che si abbatterà sulle aziende modenesi in merito alla tariffa di igiene ambientale, l’ ex tassa sui rifiuti. "La differenza non è da poco – prosegue l’ assessore – se è una tariffa deve essere accompagnata dall’ Iva, se è un tributo l’ Iva non si applica". Il problema è che ora come ora ci si sta muovendo in una zona grigia: il Comune di Modena sta predisponendo gli atti per considerare la Tia un tributo e questi atti seguono le indicazioni della Corte Costituzionale e dell’ ultimo parere espresso dall’ Agenzia delle entrate in attesa che il governo prenda la decisione di adottare una specifica legge per fare chiarezza. In ogni caso l’ amministrazione è pronta a sospendere il provvedimento, che va preso entro il 30 aprile, nel caso intervengano novità legislative. Allo stesso tempo, c’ è già chi parla di eventuali rinvii, come l’ assessore provinciale all’ ambiente Stefano Vaccari: "Proprio per recepire questa novità, i Comuni stanno attendendo dal governo la proroga del termine per l’ approvazione dei bilanci dal 30 aprile al 30 giugno". Vaccari invita le istituzioni a fare chiarezza: "E’ un pasticcio, perché pur essendo passati dieci mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale, governo e parlamento non hanno ancora stabilito come ci si debba comportare". La Confesercenti di Modena concorda con la preoccupazioni dagli assessori e chiama l’ intervento del governo: "Qualora prevalesse l’ interpretazione che la Tia è un tributo e non una tariffa – recita una nota – per le aziende andrebbe a rappresentare un costo ulteriore che si aggiungerebbe all’ aumento del 2,5% già deciso, nonostante le associazioni di categoria con parere unanime avessero chiesto per quest’ anno il blocco degli aumenti". La Cna non è contenta dei ritardi della politica: "Per le imprese, tutto questo significa non potere più detrarre quel 10% rappresentato dall’ Iva. Questo va ad aggiungersi agli aumenti praticati sul territorio, per il Comune di Modena, più 2,5% – scrive l’ associazione – Questo è un provvedimento inaccettabile, innanzitutto perché nasce dal colpevole lassismo del governo in materia, in secondo luogo perché tutto questo si scaricherà sulle imprese". Uno degli aspetti della vicenda è che, in ogni caso, qualcuno ci perderà. Se dovesse restare tariffa, ai cittadini non verrà data indietro l’ Iva versata nelle passate bollette; se dovesse cambiare in tassa, le aziende non potranno scaricare l’ Iva. Il Codacons, vede un alleanza fra Pighi e Berlusconi per difendere l’ Iva sui rifiuti a danno dei cittadini: "Di fatto, il governo nazionale tenta nuovamente di cancellare i diritti degli utenti e dei consumatori attraverso decreti retroattivi – dice Fabio Galli, presidente regionale dell’ associazione – Altrettanto il Comune di Modena interpreta le norme ancora una volta a danno sia dei consumatori cittadini che dei consumatori aziende, anticipando che togliendo l’ Iva verrebbero entrambi penalizzati i primi con una tariffa netta più costosa e gli altri per la perdita delle detrazioni fiscali".
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this