5 Aprile 2013

Rifiuti, stangata di Natale con la Tares

Rifiuti, stangata di Natale con la Tares

Con l’ arrivo della Tares sarà un dicembre salato sul fronte dei rifiuti, almeno a Torino, Palermo, Napoli, Milano, Bologna e Bari. Un salasso da quasi cento euro che minaccia di abbattersi su tutti i comuni dove la vecchia Tarsu, l’ imposta che copre solo parte del servizio, non è stata sostituita dalla Tia, la più cara tariffa introdotta nel 2009 per finanziare in toto, o quasi, lo smaltimento. I dati elaborati dall’ Osservatorio sulla fiscalità locale della Uil dicono che in queste città l’ aumento medio sarà di ben 97 euro: 70 serviranno per garantire la totale copertura dello smaltimento rifiuti vero e proprio mentre 27 euro se ne andranno per l’ addizionale comunale da 30-40 centesimi a metro quadro, il balzello nel balzello che finanzia i cosiddetti servizi indivisibili: illuminazione stradale, polizia locale, viabilità ed altro ancora. Andrà un po’ meglio a Roma, Firenze, Genova, Venezia e negli altri 1.400 comuni che una stangatina l’ avevano già data con la Tia, la tariffa che già risponde alla necessità di coprire i costi. In questo caso l’ aumento medio sarà di 64 euro, 37 per i rifiuti e 27 per i servizi indivisibili. Tutte stime che l’ Osservatorio della Uil ha calcolato prendendo come esempio una famiglia di 4 persone che vive in un appartamento di 80 metri quadri. E’ chiaro che per le abitazioni di dimensioni più grandi il salasso sarà molto più alto. Anche perché, vista la precaria condizione di cassa della maggioranza dei Comuni le addizionali saranno più vicine al livello massimo di 40 centesimi a metro quadro che a quello minimo di 30. Per ora, sia chiaro, tutto resta in sospeso, in attesa di capire cosa farà il futuro governo della Tares, visto che lo slittamento del pagamento a gennaio dà tempo per riflettere se mantenere la nuova imposta così com’ è o modificarla per attenuarne l’ impatto. «Per ora a parte Trento, Aosta e qualche comune romagnolo – chiarisce Guglielmo Loy, segretario confederale Uil – nessuno deliberato il regolamento Tares: le rate di maggio e luglio saranno sugli stessi valori del 2012 ma a dicembre il salasso rischia di essere doloroso quanto l’ Imu». Il record di aumento si avrà a Palermo, con un più 46,1%, seguita da Torino appena un punto in meno e Bologna, con il 44,7% in più. Gli aumenti più contenuti saranno a Venezia (+19,7%) e Roma (+20,6%). Ma la nuova Tares finirà per calcare la mano su un “caro rifiuti” già in atto dallo scorso anno, quando tra Tia e Tarsu gli aumenti rilevati dalla Uil sono stati in media quasi del 40%. «Per questo il tema dell’ efficienza e del contenimento dei costi – commenta Loy- non è affatto secondario, visto che poi a pagare sono i cittadini». Un riferimento nemmeno troppo velato a scandali e parentopoli varie delle municipalizzate addette allo smaltimento rifiuti che hanno riempito le cronache di questi anni. Intanto Altroconsumo sta promuovendo in diversi Comuni una class action per rimettere nelle tasche dei contribuenti l’ Iva impropriamente richiesta da parecchie amministrazioni su Tarsu e Tia. Per i 6,7 milioni di utenti che ne avrebbero diritto si tratta di rimborsi che vanno da cento ai duecento euro. Buoni almeno per rifinanziare la super-Tares che verrà. Il salasso si riduce a 64 euro nei centri che avevano già introdotto la tariffa Tia 97 euro Il rincaro medio a famiglia con la nuova Tares secondo i calcoli dell’ Osservatorio della Uil Il Codacons promuove una class action per recuperare l’ Iva non dovuta con la Tarsu.

paolo russo roma

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