Rifiuti speciali ospedalieri scaricati in discariche non autorizzate
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fonte:
- La Sicilia.it
Palermo. Rifiuti speciali ospedalieri scaricati in discariche non autorizzate. Aziende operanti nel settore del trattamento dei rifiuti poste sotto sequestro. Diciotto indagati e dieci richieste d`arresto, bocciate dall`ufficio del Gip. Questi gli ingredienti dell`operazione «Toxic» della Guardia di finanza del Comando provinciale di Palermo che ha interessato, oltre al capoluogo isolano, anche le province di Trapani e Agrigento. Le Fiamme gialle sono risalite a un traffico di rifiuti per il quale è stato eseguito un decreto di sequestro firmato dal gip Pasqua Seminara a conclusione di un`indagine coordinata dai pm Calogero Ferrara e sara Micucci. Bloccata l`attività di 12 aziende mentre alle 18 persone indagate è stato contestato il reato di traffico illecito di rifiuti con grave danno all`ambiente e alla libera concorrenza del mercato. Sequestrati inoltre 104 automezzi per il trasporto dei rifiuti: un autoparco del valore complessivo di 12 milioni di euro. Gli investigatori della Guardia di Finanza, guidati dal generale Nunzio Antonio Ferla, hanno utilizzato tecniche investigative tradizionalmente riservate a indagini sulla criminalità organizzata: dalle intercettazioni telefoniche a quelle ambientali. Alle indagini hanno collaborato agenti e ufficiali del Nopa. Le aziende poste sotto sequestro si trovano a Carini (Palermo), a Marsala (Trapani), a Palermo, a Ribera (Agrigento), a Campobello di Licata (Agrigento), a Licata (Agrigento), a Santo Stefano di Quisquina (Agrigento).
Per conseguire un ingiusto profitto, secondo gli investigatori, le ditte avrebbero attrezzato mezzi e attività continuative organizzate per la ricezione, il trasporto e la gestione abusiva di grandi quantità di rifiuti speciali pericolosi. E` stato così accertato che strutture ospedaliere pubbliche, laboratori medici privati e altri soggetti imprenditoriali e commerciali, avevano affidato alle ditte lo smaltimento di rifiuti sanitari a rischio infettivo e chimico, residui di oli contaminati, medicinali di scarto, vernici, percolato e altro. Sostanze che sarebbero state trasportate in assenza di misure di sicurezza e con automezzi privi di autorizzazione.
I rifiuti venivano stoccati abusivamente su terreni nella disponibilità delle aziende, creando talvolta delle vere e proprie discariche a cielo aperto, per poi essere occasionalmente smaltiti presso il destinatario finale che gli investigatori avrebbero individuato nella «Ecofarma srl». Questa impresa, secondo la Guardia di Finanza, «avrebbe operato abusivamente per quasi cinque anni, durante i quali sono stati immessi in atmosfera quintali di elementi chimici pericolosi ed altamente inquinanti».
I trasporti venivano effettuati mediante «formulari di identificazione rifiuto» compilati in modo fraudolento. «Illeciti di questo tipo danneggiano non solo l`ambiente, con effetti negativi che spesso si prolungano per anni e anni, ma anche i cittadini, attraverso l`alterazione della libera concorrenza nei vari mercati». Lo ha affermato in una nota Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, in merito all`inchiesta.
«Ci costituiremo parte civile nella vicenda – ha spiegato Tanasi -, come associazione ambientalista, per gli evidenti danni all`ambiente, e come associazione di consumatori per conto della collettività degli utenti siciliani, e ci riserviamo, dopo aver analizzato ulteriori dettagli che chiederemo alla Procura, di quantificare in quale misura i consumatori della regione siano stati penalizzati da tale traffico illecito di rifiuti».
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