9 Gennaio 2014

Rifiuti sotterrati nel Diano «C’ è rischio prescrizione»

Rifiuti sotterrati nel Diano «C’ è rischio prescrizione»

ATENA LUCANA Il processo Chernobyl potrebbe essere salvato dalla prescrizione grazie alla contestazione del reato di disastro ambientale. Ad annunciarlo l’ altra sera nel corso dell’ incontro pubblico che si è svolto nell’ auditorium di Atena Lucana scalo è stato l’ avvocato Vera Sticco di Legambiente. L’ udienza preliminare rinviata lo scorso 5 dicembre, si terrà il prossimo 30 gennaio a Salerno. «In quella occasione bisogna essere uniti e compatti – ha dichiarato la Sticco – I Comuni interessati hanno il diritto di rivalersi per il danno diretto o indiretto che hanno subito e per la pubblicità negativa che hanno avuto. Per quanto riguarda la prescrizione, il fatto che ci sia tra i presunti reati quello di disastro ambientale, dovrebbe allungare i tempi. Rimbocchiamoci le maniche». «Questo incontro – ha dichiarato Francesco Manzolillo di Dianoinpiena, il gruppo che ha organizzato l’ incontro – non rappresenta un processo agli amministratori. L’ obiettivo è solo di fare la massima pressione affinchè si scopra la verità e si definisca cosa effettivamente è stato sversato». All’ incontro ha preso parte anche l’ avvocato Enrico Marchetti del Codacons. «È importante che “Dianoinpiena” abbia organizzato quest’ incontro – ha sottolineato Marchetti – per mantenere viva l’ attenzione sull’ inchiesta. È fondamentale che tutti i Comuni, non solo quelli direttamente interessati dagli sversamenti, si costituiscano parte civile al processo che si sta celebrando a Salerno. Perché più si è, meglio è». L’ auditorium era completamente gremito l’ altra sera, tantissime persone provenienti da tutti i comuni del comprensorio hanno aderito all’ iniziativa per saperne di più su una vicenda che desta non poche preoccupazioni tra gli abitanti del Vallo di Diano. Dall’ inchiesta infatti è emerso che dei rifiuti presumibilmente tossici sono stati sversati in tre comuni del comprensorio valdianese: San Rufo, Sant’ Arsenio e San Pietro al Tanagro. Tutti e tre i comuni hanno annunciato che si costituiranno parte civile nel processo. Nel corso del dibattito Daniele Manzolillo, vicesindaco di Teggiano ha ribadito che il suo comune non è direttamente coinvolto «in quanto l’ area indicata – ha sottolineato – è un’ isola appartenente al Comune di Sant’ Arsenio. Cambia poco idealmente, ma molto sotto l’ aspetto dell’ immagine e delle competenze. Va puntualizzato che l’ Arpac ha effettuato le relative analisi, classificando lo scaricato come rifiuto speciale non pericoloso». Al riguardo il presidente dell’ ente montano, Raffaele Accetta, ha sottolineato che, in collaborazione con l’ Università di Salerno, è in atto un monitoraggio del territorio. Erminio Cioffi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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