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4 Dicembre 2001

Rifiuti: «Revocate l`appalto Slia»

Rifiuti: «Revocate l`appalto Slia»

Diffidati il Comune e la Provincia:
«La città è sporca, senza decoro e igiene»

SASSARI. Il servizio di raccolta dei rifiuti è «inadeguato, è necessario che il Comune revochi l`appalto alla società Slia»: il Codacons, sollecitato da numerose segnalazioni che arrivano dai cittadini, diffida Comune e Provincia ad assumere provvedimenti, «se necessario anche nelle forme di ordinanze contingibili ed urgenti, per fronteggiare il grande problema legato all`inadeguatezza del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani». L`associazione per la difesa dei diritti dei cittadini, sottolinea il degrado della città, costretta a convivere tra cassonetti maleodoranti e discariche abusive.

Il servizio raccolta rifiuti, «importantissimo sotto il profilo ambientale, sanitario e di pubblica sicurezza, si è rivelato in più occasioni mediocre e inadempiente rispetto al capitolato d`appalto che lo impegna, tramite la società vincitrice dello stesso, verso l`amministrazione. Una cittadinanza che sta pagando un alto tributo (e non solo economico) in termini di vivibilità, decoro e igiene della propria già martoriata città».
Immondizia in putrefazione, cassonetti stracolmi, discariche abusive, campane della raccolta differenziata sature. «Ogni giorno l`associazione riceve segnalazioni sul preoccupante stato di degrado della città. Una città sporca che rischia di innescare una bomba ecologica che l`amministrazione non può più sottovalutare», scrive il Codacons, che chiede al Comune e alla Provincia di Sassari, ciascuno per quanto di loro competenza, di assicurare, nel rispetto del decreto legge 22 del 1997, «la tutela igienico-sanitaria nella raccolta, trasporto e gestione dei rifiuti solidi urbani, se necessario con ordinanze contingibili ed urgenti. Diffida il Comune a disporre la bonifica e il ripristino dei siti inquinanti dalle discariche abusive. Chiede inoltre la revoca del servizio alla Società che attualmente gestisce la raccolta dei Rsu. Sassari – dice l`associazione – si conferma la maglia nera tra i comuni d`Italia nei sistemi alternativi di smaltimento dei rifiuti».

Nonostante il decreto Ronchi sia datato ormai 1997, «nessuna seria strategia nella gestione dei rifiuti è stata realizzata. Mentre l`ambiziosa piattaforma tecnologica prevista nel progetto di gestione della discarica consortile di Scala Erre, che avrebbe dovuto costituire la svolta nella nuova strategia del trattamento dei rifiuti, ha lasciato il posto al mediocre obiettivo di continuare a smaltire in discarica i rifiuti della città».

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