Rifiuti, protesta ad oltranza. Ferrovie nel caos
Ferrovie nel caos
I manifestanti: no assoluto alla riapertura della discarica Cancellati altri 50 treni. Il problema diventa politico
Roma. Altri cinquanta treni sono stati soppressi ieri per la clamorosa protesta anti-rifiuti che da tre giorni blocca i binari della ferrovia Napoli-Reggio Calabria in provincia di Salerno, e che sta praticamente isolando Calabria e Sicilia dal resto d?Italia, con decine di treni soppressi. Trenitalia ha attivato in mattinata due coppie di treni per collegare Roma a Reggio Calabria e viceversa, con trasbordo su auto alle stazioni di Salerno e Battipaglia. Altri due sono partiti nel primo pomeriggio, mentre altre tre coppie, per un totale di 10 treni, di cui 6 treni- notte (50 sui 60 sono stati quindi soppressi), hanno collegato il nord con la Sicilia utilizzando la dorsale adriatica e ionica, aggirando quindi il versante tirrenico. Sempre in funzione una nave veloce per il trasporto dei passeggeri da Messina a Salerno e otto bus tra le stazioni di Battipaglia e Salerno per il trasferimento dei passeggeri. L?azienda Rete ferroviaria italiana – che ha perso circa un milione di euro al giorno di mancato introito da biglietti, dall?inizio della protesta, dato che è stata costretta a cancellare 50 treni al giorno – continua ad invitare chi deve spostarsi a riprogrammare il viaggio a quando la situazione del blocco, alla stazione di Montecorvino, sarà stata risolta. E solo coloro che rinunciano al viaggio prima di salire in carrozza hanno diritto al rimborso. Il Codacons, invece, ha chiesto rimborsi per tutti i passeggeri coinvolti nel caos degli ultimi giorni, anche perchè – ha affermato l?associazione – compete alla stessa Trenitalia tenere liberi i binari ferroviari anche pretendendo, nel caso, l?intervento delle forze dell?ordine.
Intanto, il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano è intervenuto sull?emergenza rifiuti in Campania, avvertendo che queste forme di protesta danneggiano cittadini incolpevoli e aggravano il problema senza risolverlo; occorre invece un programma condiviso, per arrivare al superamento delle discariche realizzando moderni termovalorizzatori.
Ma il caso rifiuti è diventato anche un caso politico. Il coordinatore della Lega Roberto Calderoli ha avvertito che «chi non è intervenuto dovrà pagare, sia esso il questore, sia esso il prefetto. Se poi – ha aggiunto – gli ordini sono partiti dall?alto, vorrà dire che la poltrona del Viminale è ormai in discussione e la verifica porterà a qualcosa di buono». Calderoli ha poi sottolineato come, alle manifestazioni dei Cobas del latte, le forze dell?ordine avevano caricato. «Non possono esistere due codici penali, uno per il Sud, l?altro per il Nord».
Quella di ieri, p er manifestanti e pendolari , non è dunque stata una domenica facile. Nel frattempo, un secco no dei manifestanti ha accolto la proposta di far passare almeno un treno in vista del vertice di oggi al commissariato di governo per l?emergenza rifiuti. Non ha portato all?esito sperato l? incontro che nel tardo pomeriggio il prefetto Enrico Laudanna, accompagnato dal questore Carlo Morselli e dal generale dei carabinieri Gilberto Murgia, ha avuto con i manifestanti. L?assemblea ha rigettato ogni proposta, sostenendo che è necessario che la protesta vada avanti ad oltranza. I manifestanti hanno annuncia t o che non si arrenderanno facilmente. Lasceranno la stazione solo se giungerà una dichiarazione da parte del commissariato di governo, in merito alla chiusura definitiva dello sversatoio. Ipotesi che il prefetto Catenacci ha fermamente escluso, affermando che al momento non esistono alternative al sito di Parapoti. Diversamente la spazzatura è destinata ad essere lasciata lungo le strade. Dal comitato però replicano che le soluzioni alternative ci sono.
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