Rifiuti per strada, Marino: «Salterà qualche testa»
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- Avvenire
ROMA Guerra dichiarata. Il sindaco di Roma avvisa l’ Ama, azienda della nettezza urbana. La raccolta a singhiozzo dei rifiuti nella capitale (dove in parecchi quartieri i sacchetti tracimano dai cassonetti fin sulle strade), le segnalazioni della gente: tutto «inaccettabile e intollerabile», secondo Ignazio Marino, che promette presto «alcune decisioni drastiche» riguardanti la dirigenza Ama. Poche ore dopo essere stato assai duro: «Sono molto stanco e arrabbiato della situazione rifiuti. L’ Ama deve funzionare meglio. Credo sia venuto il momento di far saltare qualche testa» e, a proposito, «abbiamo un 18% di assenteismo che è inaccettabile, così come è inaccettabile che i dirigenti non controllino». Aveva rincarato la dose anche il vicesindaco, Luigi Nieri, sulla sua pagina Facebook: «Bene ha fatto il sindaco Marino a dire che forse è ora che salti qualche testa fra i dirigenti dell’ azienda: devono prendersi la responsabilità delle inefficienze del servizio erogato ai cittadini». A Roma – aveva scritto, ancora – «abbiamo interrotto il monopolio dei rifiuti, chiudendo Malagrotta. Sapevamo che avremmo pagato a caro prezzo questa scelta coraggiosa e inevitabile. Eravamo preparati a stringere i denti, però ci sono periodi in cui la situazione diventa davvero inaccettabile per la capitale». Insomma, in Campidoglio sono furiosi e nemmeno fanno più nulla per nasconderlo. Soprattutto perché anche il presidente dell’ Autorità di garanzia per gli scioperi, Roberto Alesse, ha informato il sindaco di aver scritto ai vertici Ama per essere informato «urgentemente» sul servizio di smaltimento dei rifiuti urbani nella Città di Roma. «L’ Autorità – si legge – riceve, da diversi mesi, numerose lamentele da parte dei cittadini utenti, che denunciano lo stato di crisi in cui versa il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani nella città di Roma, soprattutto con riferimento ad alcuni quartieri». Non bastasse tutto questo, il Codacons ha presentato ieri un esposto in Procura chiedendo di indagare sull’ emergenza scattata in città e sulle assenze dal lavoro dei dipendenti Ama ipotizzando l’«interruzione di pubblico servizio» e la «omissione di atti d’ ufficio ». E se dall’ Ama tutto tace (è inutile anche cercare il direttore generale Giovanni Fiscon, che al cellulare non risponde), secondo Giuseppe Cangemi, consigliere del Nuovo Centrodestra della Regione Lazio, «Marino la smetta di dare la caccia alle streghe e faccia un sano mea culpa sull’ immondizia che da settimane invade le strade di Roma». Non solo, ma dopo «che in un anno con la complicità di Zingaretti ha trasformato la capitale in un porcile», adesso «cerca disperatamente un colpevole sul quale scaricare responsabilità in primo luogo sue» e «tuona che salteranno teste, dimenticandosi che i vertici, non senza qualche gaffe, li ha scelti lui». ( P.Cio. ) © RIPRODUZIONE RISERVATA
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