Rifiuti, l’altolà di Zingaretti: «Basta con questo schifo»
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fonte:
- Corriere della Sera
«La follia di Roma è che brucia milioni di euro dei romani in questo ciclo che sparge rifiuti in tutto il Paese». Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ieri si è recato a Tor Sapienza per un incontro con i cittadini e ha trovato discariche a cielo aperto. «Questo schifo deve finire — ha insistito . La Capitale deve dotarsi di impianti propri, abbassare le tasse e pulire la città». In viale Giorgio Morandi le montagne di rifiuti debordavano fuori dai cassonetti. Ma non solo a Tor Sapienza. Al Pigneto in via L’Aquila montagne di spazzatura nauseabonda erano abbandonate sulla strada e le stesse scene si ripetevano sulla circonvallazione Casilina come pure in via Mattia Battistini. Su quest’ultima la lunga distesa di spazzatura è vicino all’isola ecologica, riversa anche sul marciapiede dove i pedoni per camminare sono costretti ad andare sulla carreggiata delle auto. In mattinata si era fatto sentire anche l’ex «re della monnezza», Manlio Cerroni, offrendo aiuti per risolvere la situazione: «Aspetto il nuovo sindaco e poi penso a qualche suggerimento». Zingaretti poi ha ribadito: «Se non pulirà il Comune, la Regione Lazio farà valere i poteri sostitutivi». Torna quindi lo spettro del commissariamento, nonostante la soluzione temporanea che due giorni fa ha messo in sicurezza lo smaltimento in discarica fino a fine anno con extracosti a carico di Ama, e l’ordinanza regionale «contingibile e urgente» emessa dal presidente del Lazio che autorizza l’invio di 200 tonnellate di scarti a Viterbo fino alla fine di giugno. «La Regione accoglie le soluzioni proposte dal Campidoglio», ha detto ieri l’assessora Katia Ziantoni a proposito della soluzione trovata per queste due settimane. Pronta la risposta dell’omologo regionale, Massimiliano Valeriani: «Ziantoni prova a prendersi meriti postumi, dovrebbe ringraziare la Regione». Ma a tuonare da Viterbo è il sindaco, Giovanni Maria Arena: «Rispettate i tempi dei 15 giorni, la città non può farsi carico di Roma». Dal mese prossimo invece la spazzatura indifferenziata – 1.250 250 tonnellate, circa la metà del totale prodotto – andrà in cinque regioni: Abruzzo, Marche, Puglia, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Altri conferimenti sono già avviati in Campania e Toscana, solo un quinto va nel Tmb di Ama a Rocca Cencia.Ei costi aggiuntivi che saranno a carico di Ama verranno poi chiesti al Comune per chiudere a fine anno il bilancio di raccolta e smaltimento in pari con la tariffa dei rifiuti (Tari). Il rischio è che le bollette del prossimo anno contengano aumenti, ma nel frattempo la municipalizzata vanta successi contabili: «Le performance di incasso della tassa sui rifiuti — ha fatto sapere ieri l’azienda — risultano essere tra le più alte d’Italia. Ad aprile 2020 la percentuale di ealizzo sulle fatture relative al 2019 è stata del 67,44%». In pratica hanno funzionato la caccia agli evasori e il nuovo sistema di riscossione direttamente da parte del Comune. Da giorni però Confcommercio ha aperto una class action per sospendere il pagamento della Tari da parte di negozi, bar e ristoranti che non ricevono il servizio di raccolta, mentre il Codacons ieri ha ribadito l’assistenza in caso di contenzioso per la diminuzione all’80% delle bollette. Intanto in attesa del prossimo vertice, in settimana, sull’emergenza rifiuti voluto dal ministero della Transizione ecologica, nel breve e medio termine la «Città metropolitana di Roma Capitale — scrive il ministero — si è impegnata ad aggiornare la cartografia relativa alle aree idonee all’ubicazione di nuovi impianti di gestione rifiuti». Nell’ordinanza regionale infatti «è fatto obbligo che ogni Ato (Ambito territoriale ottimale, che corrisponde alle provincie dei cinque capoluoghi del Lazio, Roma, Viterbo, Latina, Frosinone e Rieti, ndr.) debba avere uno o più impianti di trattamento e una o più discariche per il proprio territorio». Due obiettivi che riguardano sia la Città metropolitana sia la Capitale. Manuela Pelati
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