29 Gennaio 2008

Rifiuti, la Ue continua a vigilare

Il piano De Gennaro è stato esaminato dalla Commissione europea, che il 15 febbraio sarà a Napoli
Rifiuti, la Ue continua a vigilare

L`Europa rimane in allerta sul problema dei rifiuti in Campania. Il piano del commissario De Gennaro per superare l`emergenza è stato esaminato ieri dalla commissione Ue, in trasferta a Roma, che sarà in visita in Campania il 15 febbraio per vedere i progressi e i risultati raggiunti. Al centro della riunione della commissione Ue, al dipartimento Politiche comunitarie, il “pacchetto ambiente“. Una riunione, con scadenza periodica, in cui i rappresentanti della commissione e delle amministrazioni nazionali interessate prendono in esame le procedure di infrazione che riguardano l`Italia in materia ambientale. Ieri è stato affrontato l`emergenza rifiuti in Campania con il prefetto Angelo Malandrino, rappresentante del commissario straordinario, con i tecnici della direzione competente del ministero dell`Ambiente, alla luce della procedura di infrazione aperta a luglio e che portera` mercoledi` prossimo all`adozione del previsto parere motivato. La riunione ha permesso di illustrare il piano messo a punto da De Gennaro e dalle altre autorità e di presentare le misure urgenti già assunte per fronteggiare la situazione. Dall`ufficio stampa della Ue fanno sapere che “nello spirito di collaborazione dell`incontro, la commissione ha preso buona nota del piano predisposto dall`Italia e ha confermato la sua intenzione di effettuare una missione in loco intorno al 15 febbraio per esaminare in concreto i progressi che di qui ad allora si saranno registrati e verificare l`iter degli impegni assunti dal nostro Paese“. Intanto, non c`è tregua per i pompieri chiamati a fronteggiare incendi di ammassi e cumuli di immondizia, in particolare nel Napoletano. I vigili del fuoco, che operano ancora con il supporto di tre sezioni operative extraregionali (Lazio e Puglia), spengono mediamente un rogo ogni 15 minuti, effettuando 4 interventi all`ora. E i cittadini sono sempre più disperati, sfiduciati. L`associazione consumatori Codacons ha messo a loro disposizione un pool di avvocati con relativo numero verde per chiedere al Comune di Napoli, ma anche alla Regione e all`Azienda rifiuti (Asìa) 1.032 euro di indennizzo a famiglia per aver pagato ingiustamente la Tarsu, con relativo risarcimento danni. Lo scetticismo è, comunque, il sentimento prevalente. Tanto che 150 sindaci hanno acquistato pagine di giornali per scrivere a lettere cubitali “ Ci differenziamo“ firmandosi il club dei comuni virtuosi superando l`obiettivo del 35 per cento della raccolta differenziata. Il compito del Supercommissario De Gennaro resta arduo. Nel fine settimana ha incontrato i rappresentanti politici e una delegazione delle migliaia di persone che manifestavano contro la riapertura della discarica Tre Ponti di Montesarchio nel Benevemtano. Oggi sarà ad Ariano Irpino in provincia di Avellino dove l`intenzione di De Gennaro è quella di riaprire la discarica di Difesa grande. E` stato montato un maxi-gazebo dove è stato insediato il quartier generale della protesta e dove “sentinelle“ impediranno l`arrivo dei camion carichi di monnezza da scaricare. La situazione è delicata. L`amministrazione comunale si è rivolta con una lettera aperta al Presidente della Repubblica in cui ricorda che il Senato approvò il 9 giugno 2007 un provvedimento che prevedeva la chiusura definitiva della discarica, poi riaperta per 20 giorni con lo sversamento di 80 mila tonnellate di rifiuti e chiusura definitiva il 9 luglio. Una legge dello Stato non può, dicono gli amministratori, essere modificata da un provvedimento del Supercommissario. Altro braccio di ferro è con Bruxelles. Dopo gli incontri tecnici di ieri, domani l`Esecutivo della Ue ha in agenda la decisione per la procedura d`infrazione contro l`Italia in materia di rifiuti. L`Italia e il governo Prodi sono inadempienti soprattutto dopo il primo richiamo di giugno. La mancata soluzione dell`emergenza spinge l`Italia verso la Corte di giustizia dalla quale, tra tre-quattro mesi, potrebbe arrivare una sanzione di una decina di milioni di euro di multa, visto il precedente della Spagna costretta a pagare per una discarica abusiva 4,5 milioni di euro.

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