Rifiuti, interviene il Codacons
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
NUOVO intervento da parte del Codacons provinciale per fare ripartire la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nel territoriocomunale, devastato inquestiultimi giorni dal riesplodere dell’ emergenza. Una diffida è stata inoltratalo scorso 2 maggio al sindaco Nicola D’ Agostino, alla Regione Calabria, al neoministro dell’ Ambiente Andrea Orlando e alprefetto di Vibo ValentiaMichele Di Bari. Il testo è stato indirizzato anche alla magistratura contabile e penale. Già nel luglio dello scorso anno- lo ricordiamo- il Codacons aveva presentato sia alla magistratura contabile che alla Procura di Vibo Valentia un analitico esposto con il quale si poneva l’ attenzione, «ai fini dei dovuti accertamenti», sulla questione dell’ adempimento del contratto diappaltoperlo smaltimento deirifiutinel Comune capoluogo. La nuova iniziativa del Codacons mira adesso non solo a sollecitare la ripresa della differenziata, e quindiafare rispettare il citato contratto d’ appalto, ma anche azioni, di qualunque tipo, anche giudiziario, da intraprendersi eventualmente nei confronti degli autori di siffatto inadempimento. D’ altronde, oggi le emergenze sono causate daunlato dalle oggettive difficoltàche il Comune hanel rispettareilimiti delconferimento in discarica (i rifiuti prelevati in città e frazioni vengono infatti conferiti presso l’ impianto di stoccaggio di SanPietro Lamentino, malaRegione per le cicliche crisi del settore spesso e volentieri a Palazzo Razza impone un numero sempre minore di tonnellate di immondizia dapoter trasferire nel sito lametino) e dall’ altro perché non è mai stata avviata proprio la raccolta differenziata. «Servizio, però, – ricorda Claudio Cricenti, referenteprovinciale del Codacons – che il Comune paga (o comunque si impegna a pagare) alla ditta, e che i cittadini, “pagano” mediante il pagamento della Tarsu. A giudizio del Codacons, ma il sentimento è diffuso nella cittadinanza, la mancanza della differenziata rappresenta un punto dolente che im pone di dover fare i conti con una situazione di grave emergenza, con conseguenze pesantissime eper l’ immagine turistica e per l’ economia oltre che per la salute». Lasciando alle autorità «il doveroso compito di vigilare sull’ attuazione del contratto d’ appalto, al solo fine di evidenziare come sia paradossale l’ odierna situazione di emergenza rifiuti», Cricenti spiega che l’ articolo 5 del capitolato delcontratto d’ appalto «obbligail Comune ad eseguire su tutto il territorio comunale tutta una serie di servizi, comprensivi anche dello spazzamento manuale e meccanizzato del suolo pubblico e dei marciapiedi, servizio di diserbo/estirpazione erbe e pulizia arenili. LaparteII delcapitolatoprevede, poiaggiunge sempre l’ interessato – un’ analitica e dettagliata descrizione del servizio “porta a porta”, imponendo tanto alla Stazione appaltante quanto alla ditta aggiudicatarie rigide regole, espressamente riconosciute ed accettate ex art. 8 capitolato speciale». Ma non basta: trai servizi oggetto dell’ appalto, «che evidentemente non vengono effettuati nel rispetto pedissequo del contratto», vi sono anche quelli di raccolta di secco indifferenziato, umido, carta, plastica, vetro e metalli, imballaggi, pulizia, lavaggio strade, raccolta ingombranti, campagne di sensibilizzazione, gestione di un ecocentro. «Al di là di quello che è il doveroso rispetto di un impegno contrattuale- osserva ancora il massimo responsabile provinciale dell’ associazione dei consumatori- il disservizio reso alla cittadinanza si statramutando in vera epropriaemergenza,essendoinammissibile che lo smaltimento dei rifiuti sia divenuta una questione di “straordinaria amministrazione” sottomessa alle “capienze” delle discariche. L’ obiettivo, pertanto, dellanostra diffida è che le autorità amministrative (prima ancora di quelle contabili e penale)possanoassicurare l’ attuazioneal Comune delcontratto d’ appalto, e quindi, per il tramite di un reale avvio della raccolta differenziata, superare l’ ostacolo del conferimento in discarica che, in pieno clima estivo, non assicurerà in alcun modo né la tutela del turismo, né la tutela ambientale e del diritto alla salute. L’ auspicio è, dunque, che le autorità rispondano all’ istanza del Codacons, ma prima ancorachiude Cricenti – alle esigenze dei cittadini a poter vivere in una città pulita e offrire ai turisti, quanto meno, un territorio non in degrado con il rischio di emergenze sanitarie».
di francesco mobilio
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